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Fallimento Qui!Group, a Genova 6 arresti e 80 milioni di euro sequestrati: in manette Gregorio Fogliani

In manette gli indagati a vario titolo per i reati di bancarotta fraudolenta, riciclaggio, autoriciclaggio e truffa aggravata

Genova. La guardia di finanza di Genova ha eseguito un’ordinanza di misura cautelare personale emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Genova nei confronti di sei soggetti – indagati a vario titolo per i reati di bancarotta fraudolenta, riciclaggio, autoriciclaggio e truffa aggravata – nell’ambito delle indagini sul fallimento della nota società Qui!Group, dell’imprenditore Gregorio Fogliani. Tre le misure cautelari in carcere: tra loro quella dei confronti di Fogliani, fondatore del colosso della ristorazione e dei ticket. Gli altri due arrestati sono Rodolfo Chiriaco e Luigi Ferretto, rispettivamente amministratore delegato e consigliere delegato della Qui!Group. Ai domiciliari sono invece finite Luciana Calabria, moglie di Fogliani e le figlie di Fogliani Chiara e Serena.

Contemporaneamente, le fiamme gialle hanno dato esecuzione anche a un sequestro preventivo disposto dall’autorità giudiziaria su beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie per un ammontare complessivo di 80 milioni di euro. Tra questi una villa a Forte dei Marmi e diversi fondi e conti correnti.

Sequestrati fra l’altro anche i muri del Moody, il locale di proprietà della società Azzurra (dei coniugi Fogliani) dato in gestione al colosso Hi-food che ha riaperto i battenti una settimana fa. La hi-food ha riassunto tutti i dipendenti che erano rimasti senza lavoro e l’attività del locale – si apprende – potrà continuare senza intoppi.

Per garantire la continuità del locale e la gestione dei beni sotto sequestro il gip Claudio Siclari nominerà nei prossimi giorni un amministratore giudiziario.

Il sistema collaudato
In pratica dal 2013 ad oggi secondo gli investigatori della guardia di finanza coordinati dal sostituto procuratore Patrizia Petruzziello e dall’aggiunto Francesco Pinto Fogliani e soci truccavano i bilanci della Qui!group per attrarre contratti e investitori. I fondi invece venivano dirottati su società “pulite” a partire dalla Azzurra e utilizzati per spese personali, dall’acquisto della villa a Forte dei marmi agli sfarzosi matrimoni delle figlie.

Reati reiterati anche dopo il fallimento
Il sistema è andato avanti anche dopo il fallimento della Qui!group. Per questo il gip ha accolto la richiesta della procura della custodia cautelare in carcere.

Il crac: in 500 senza lavoro e migliaia di esercenti danneggiati
Sono circa 500 a livello nazionale i dipendenti della galassia Qui! Group che hanno perso il lavoro in seguito al crac Fogliani che questa mattina ha portato all’arresto di sei persone, tra cui Gregorio Fogliani, e al sequestro di 80 milioni. Circa 200 sono genovesi, il resto sono dipendenti delle diverse società che avevano sedi da Roma a Milano a Torino. Solo i lavoratori del Moody sono stati reintegrati grazie all’affitto dell’azienda al colosso Hi-Food.

“Alcuni di questi lavoratori sono riusciti a ricollocarsi, talvolta fuori regione – spiega Marco Carmassi segretario Filcams Cgil – ma la maggior parte è ancora in disoccupazione da settembre”. Ad essere danneggiati poi ci sono migliaia di piccoli esercenti in Liguria e non solo che hanno visto i ticket restaurant diventare carta straccia: “Si tratta di un danno economico enorme – commenta il sindacalista – subito da tante piccole imprese che a loro volta hanno dei dipendenti. Abbiamo fiducia nella giustizia e speriamo che chi è stato danneggiato possa recuperare almeno una parte del dovuto”.

I reati contestati sono molto gravi, dalla truffa aggravata al riciclaggio: “E’ un crac enorme, da 325 milioni di euro, era evidente a tutti che ci fosse qualcosa sotto perché quei soldi sono letteralmente spariti. Ora attendiamo fiduciosi che la giustizia faccia il suo corso.