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Metropolitana di Genova, collaudi e ritardi: i nuovi treni si fanno attendere fotogallery

Sei i nuovi treni arrivati a Genova, ma i tempi per la messa in linea si sono dilatati: circola solo la vettura 32 ma è ancora in collaudo

Genova. Che fine hanno fatto i nuovi treni della metropolitana? Dopo il primo, inaugurato a fine marzo di quest’anno, dovevano arrivarne altri sei da Napoli, la città dove (in sette esemplari) sono stati costruiti da Hitachi. Nuovo design, lunghe sedute a panchina, la pedana di accesso ai disabili, la nuova grafica per raccontare tramite immagini la Superba.

“Il primo treno – spiega l’assessore ai trasporti Anna Maria Dagnino – sta ancora terminando le prove delle frenate, si tratta di collaudi complessi imposti dal ministero e che richiedono tempo. Alcuni vengono effettuati di notte, altri di giorno, ma bisogna incastrarli con le corse normali”.

Secondo Genova Underground, pagina Facebook dedicata al trasporto pubblico, per un breve periodo la vettura numero 32, è circolata. Poi è rientrata nuovamente “ai box”, a causa di problemi tecnici, ed è infine tornata in servizio ma “sotto continuo collaudo”. Un iter che dovrebbe alleggerirsi per la messa in linea degli altri cinque, che, contando sulla lunga esperienza maturata con il primo treno, dovrebbero necessitare di meno collaudi. Si parla comunque di altri mesi. Fine anno, forse, ma non c’è data certa.

“A più riprese è emerso un fatto tecnico importante – spiega il coordinatore di Genova Underground, Alex Bettucchi – i treni di ‘terza generazione’ sono più lunghi dei precedenti e a regime dovrebbero viaggiare in composizione doppia, per un totale di poco meno di 80 metri di lunghezza. Al momento, però, questa configurazione non è attuabile: presso il tronchino di Brin non ci sono spazi sufficienti per effettuare la manovra di inversione di un convoglio di tale dimensione. E’ lo stesso motivo per cui non possono circolare i treni dei due modelli più vecchi in tripla composizione”.

A Brin è necessario infatti un prolungamento della banchina di 20 metri, per consentire ai treni viaggiare in doppia. Per i lavori sull’adeguamento del tronchino “siamo partiti da zero – commenta Dagnino – non c’era niente, ora invece la copertura finanziaria c’è, manca solo il passaggio ministeriale”. Anche in questo caso, senza il nullaosta da Roma difficile avere una data certa per l’inizio dei lavori.

“Il problema di inversione di marcia a Brin non si sarebbe mai posto se, le varie giunte che si sono succedute dal 1990 ad oggi, avessero con forza sostenuto un prolungamento della linea verso nord in direzione Canepari e, possibilmente, Pallavicini”, sottolinea Bettucchi.

Una richiesta di finanziamento è stata fatta, ma “si tratta di una progettazione molto complessa”, sottolinea l’assessore. Il rischio che faccia la fine di Corvetto (progetto, a quanto pare, ormai definanziato) c’è. Resta invece il prolungamento in piazza Martinez. Una scelta “strategica”, per Tursi, “su cui stiamo mettendo alcuni mattoncini per il futuro”, ha detto ancora Dagnino. Il problema era l’accordo con Fs. “L’abbiamo impostato, ora lo spazio c’è, ma siamo sempre in casa d’altri e le due progettazioni, la nostra (il binario) e la loro (l’officina manutenzione Trenitalia da rifare) devono procedere in parallelo”.

Tornando ai nuovi treni: dei sette esemplari costruiti a Napoli, sei sono dunque arrivati a Genova, ma i tempi si sono dilatati in modo eccessivo rispetto alle previsioni (si era detto settembre inizialmente). In attesa di vedere se il prolungamento in piazza Martinez si farà – in caso affermativo, potrebbe partire un nuovo ordine di altre due unità – il dato certo è che di sei treni si vede circolare solo la vettura numero 32, tornata, seppur in collaudo, in servizio (con un colpo di graffiti) e in orari non di punta. Aspettando la fine dell’anno, la fine dei collaudi, i problemi tecnici e i nulla osta da Roma.