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Ristoratori e non solo, domani nuova protesta a Genova: “Saremo statici ma saremo tantissimi”

A una settimana dal corteo improvvisato che ha bloccato la città nuova protesta per chiedere una riapertura in sicurezza

Genova. Niente corteo improvvisato questa volta ma una manifestazione grande e distanziata in piazza De Ferrari con l’intervento di tutte le categorie che stanno soffrendo di più per la crisi: ci saranno i lavoratori del turismo, gestori e dipendenti di piscine e palestre, tassisti, lavoratori del cinema e del teatro. E poi ci saranno di nuovo loro, i ristoratori, a una settimana dalla protesta partecipatissima e pacifica che si è trasformata in un corteo che ha bloccato la città.

L’appuntamento è alle 15 in piazza De Ferrari. L’hashtag che ha sostituito quello dei ristoratori è #protestaligure proprio per allargare la partecipazione a tutte le categorie.

Questa volta “non ci muoveremo – assicurano gli organizzatori che stanno in queste ore diffondendo il concetto sui social e nelle chat – staremo fermi e distanziati ma saremo tantissimi, parleremo dei nostri problemi tutti insieme e chiederemo risposte”. Il via libera della Questura alla nuova manifestazione è arrivato dopo rassicurazioni in tal senso e i promotori sanno che, a questo giro, il mancato rispetto della normativa covid che vieta i cortei, non sarebbe tollerato.

Per tutti l’obiettivo è “riaprire in sicurezza”: “Tutte le categorie che saranno in piazza da marzo scorso hanno investito denaro per rispettare le nuove disposizioni su distanziamento, sanificazione e quant’altro” spiegano.

“Ora chiediamo di riaprire rispettando queste regole di sicurezza perché se viene consentito alle persone di assembrarsi nei supermercati o se i ristoranti degli autogrill, delle stazioni e anche quello dell’Ikea sono aperti, allora possiamo riaprire in sicurezza anche noi” dice Fabrizio Bogo dell’osteria Gigino, una delle ‘prime file’ della scorsa manifestazione che in una diretta facebook ribadisce a più riprese l’importanza di dar vita “a una manifestazione pacifica e distanziata, saremo gentili perché siamo persone gentili nel nostro lavoro e quello che vogliamo è tornare a poterlo fare”.