Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Rifondazione Comunista: “La protesta dei ristoratori? In piazza non c’è un omogeneo blocco sociale”

"Unire le rivendicazioni, basandole sui diritti sociali e sindacali, sul rinnovato primato del bene comune sull'economia"

Genova. Riceviamo e pubblichiamo dalla segreteria di Rifondazione Comunista Genova un comunicato stampa a proposito della chiamata per la manifestazione odierna Genova dei ristoratori ma non solo.

“Siamo in presenza di un fatto strano: un appello senza promotori (palesi), senza proteste e senza proposte, rivolto a un ammasso eterogeneo di settori colpiti dal Covid, che non distingue tra quelli più o meno in sofferenza. Noi pensiamo che quello non sia un omogeneo “nuovo blocco sociale” e che occorra, pertanto, fare almeno tre distinzioni.

Tra quelle categorie ci sono i piccoli proprietari, “proletarizzati” senza avere coscienza di esserlo, gestori di attività che devono fare i conti con il neonato “capitalismo delle piattaforme”, cioè con una nuova concorrenza che ha trasformato la loro attività in servizi offerti da aziende multinazionali.

Questi costituiscono effettivamente un nuovo blocco sociale, che si salda con i vecchi dipendenti espulsi dalle aziende, e poi ripresi come esterni, partite Iva, imprenditori di loro stessi, eterodiretti, ipersfruttati, precari a vita.

Nel secondo blocco vediamo i dipendenti dei primi, pochi per singola attività, lavoratori vecchia maniera, anch’essi precarizzati e ipersfruttati.

Infine ci sono le grosse attività, che per contingenza stanno soffrendo la crisi del turismo e della diminuzione del reddito delle famiglie.

Come Rifondazione Comunista pensiamo che non sia nostro compito interloquire con questi ultimi, di essere storicamente vicini ai secondi ed ai dipendenti dei terzi e che occorra ragionare seriamente con i primi, chiedendo loro di prendere coscienza del mutato quadro economico e della nuova vicinanza con obiettivi e rivendicazioni della “vecchia classe lavoratrice”.

Unire le rivendicazioni, basandole sui diritti sociali e sindacali, sul rinnovato primato del bene comune sull’economia, su una forte progressività fiscale, su forti e radicati servizi pubblici, è l’unico modo per uscire in avanti dell’attuale crisi. Su questi temi, siamo prontissimi al dialogo e ad essere al loro fianco nelle piazze della nostra città”.