Sospensiva rigettata

Alluvione 2011, il giudice dà ragione ai famigliari delle vittime: già da marzo il Comune doveva risarcire

Gli avvocati di Tursi avevano detto che il dispositivo della sentenza non era titolo esecutivo per chiedere i risarcimenti, ma il giudice gli ha dato torto

Genova. Il Comune di Genova, condannato il 28 novembre scorso in solido con gli imputati Marta Vincenzi, Francesco Scidone e Gianfranco Delponte a risarcire le famiglie delle sei vittime dell’alluvione del 4 novembre 2011, avrebbe dovuto pagare già da fine marzo. Lo ha stabilito il giudice del tribunale civile di Genova Daniele Bonino che nella prima causa instaurata dagli avvocati di Tursi contro una delle famiglie delle vittime ha negato la sospensiva del pagamento fino al deposito delle motivazioni della sentenza (che nel frattempo sono arrivate, a fine febbraio).

Il Comune, in quanto ente pubblico, aveva dopo la lettura del dispositivo 120 giorni di tempo prima di essere obbligato a pagare, che sono scaduti a fine marzo. A differenza di quanto accade nel civile, scrive in pratica il giudice, nel penale “il dispositivo è immediatamente esecutivo” proprio “per tutelare la parte debole del processo che ha già subito un danno derivante da reato”.

Nel prossimi giorni dovrebbero essere discusse le altre cause. “Io avrei udienza il 5 luglio ma ancora non mi è arrivata la notifica dell’udienza, potrebbe essere che per evitare di vedersi rigettare nuovamente la richiesta rinuncino all’udienza” commenta l’avvocato Emanuele Olcese che difende i famigliari di Serena Costa che hanno rifiutato il risarcimento a metà. Per un’eventuale nuova transazione con Tursi, intanto, occorrerà aspettare le elezioni di domenica e l’insediamento della nuova giunta e del nuovo sindaco.

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