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Carcere di Marassi, detenuto rifiuta il compagno di cella e aggredisce gli agenti

La denuncia del Sappe: "Istituto privo di comandante e direttore, la ministra Cartabia intervenga"

cella carcere

Genova. Ancora un’aggressione nel carcere di Marassi ai danni di un agente di polizia penitenziaria. A darne notizia è il Sappe, sindacato di categoria, in un comunicato stampa.

Secondo quanto riportato, un detenuto del Ghana ha ostacolato l’assegnazione nella sua cella di altro detenuto. Per far valere le sue ragioni ha aggredito il personale che cercava di convincerlo ad accettarne la presenza in cella. Il risultato è stato che il detenuto, spazientito, ha aggredito il personale che è stato costretto alle cure ospedaliere.

“È ovvio che la legge della persuasione e della mediazione non sembra essere la migliore soluzione – commenta Michele Lorenzo, segretario ligure del Sappe – È necessario ridisegnare il modello organizzativo dell’istituto oggi privo di comandante e direttore titolare. Abbiamo più volte sollecitato l’amministrazione ad inviare a Marassi un comandante ed un direttore che ridettino l’organizzazione dell’istituto specialmente dopo le rumorose proteste dei giorni scorsi. È indispensabile che la pubblica amministrazione si doti di provvedimenti certi invece di soluzioni provvisorie che non risolvono il problema specialmente in un istituto della portata di Marassi.

“Sull’argomento abbiamo appreso di un’interrogazione parlamentare dell’onorevole Lollobrigida e dell’onorevole Del Mastro di Fratelli d’Italia, ben vengano queste iniziative soprattutto indirizzate alla tutela dell’attività della polizia penitenziaria – continua Lorenzo -. Continua Speriamo che il ministro Marta Cartabia si renda conto che in Liguria esistono le carceri ed i problemi che producono attendono soluzioni”.

“E’ notizia di un volantino di matrice anarchica (non sappiamo se attendibile) è stato affisso sulle mura del carcere a sostegno delle proteste dei detenuti, annunciando, per il giorno 8 maggio un presidio proprio sotto il carcere di Marassi. Non vorremmo che fosse un altro segnale d’incoraggiamento ad una ripresa delle proteste interne. Per questo come sindacato chiediamo una maggiore attenzione per il personale che opera nelle carceri liguri, attraverso la dotazione di strumenti tecnologici, il ripianamento dell’organico, riapertura del carcere di Savona, apertura della residenza per ricovero detenuti psichiatrici. Su questo il ministro della Giustizia dovrebbe essere maggiormente più impegnato visto che è di sua competenza”, conclude Lorenzo.

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