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Genova, Cep: la Festa della Donna, un sole primaverile e la denuncia foto

Genova. Domenica pomeriggio al Cep, non una domenica qualunque per moltissimi motivi. Una giornata di sole, l’illusione di una primavera che sembrava finalmente e inaspettatamente aver fatto capolino, due occorrenze da festeggiare, con due giorni d’anticipo: la festa della donna, che domani verrà celebrata con altre molteplici iniziative nel genovese, e la festa del Consorzio Pianacci (inaugurato nel marzo 1997).

Al Palacep, sotto il tendone che copre la pista del pattinaggio artistico, a partire dalle 15:30 si sono esibiti i ballerini della Scuola Dance Mission (diretti da Raisa Salakhova) e i pattinatori dall’Artistic Roller Team. L’esibizione più attesa e che ha stupito e divertito il pubblico presente, è stata naturalmente quella delle due stelle del pattinaggio artistico internazionale: l’incantevole e genovesissima Paola Fraschini dell’Asd Sturla, campionessa di pattinaggio artistico 2009 e 2010, in coppia con il romano Marco Brogi. I due pattinatori hanno vinto nel 2010 il titolo europeo di coppia.

Anche questa, quella dei due pattinatori che si sono presentati al Palacep per la loro esibizione, è una storia di lavoro e dedizione, che troppo spesso vengono ignorate. I ragazzi si sono presentati al Palacep molto prima dell’orario dell’esibizione e hanno svolto un intenso allenamento prima di mostrare a un pubblico ammirato le loro evoluzioni.

Un giorno di festa? Non completamente. Sarà la suggestione della cronaca, l’abitudine a seguire con un certo sguardo ciò che accade, ma tutt’attorno si percepiva una sensazione ambivalente: da una parte molte donne, alcune velate, con in mano le primule che sono state regalate proprio per la loro festa, bambini che giocavano sorridenti e in maniche corte, chi a pallone, chi con i pattini, dall’altra la comunità, perchè in nessun altro modo si può definire, del Cep che si stringeva attorno a Carlo Besana (“il dottore”, perchè lo chiamano così, lui che per anni ha lavorato nel quartiere come farmacista ormai si porta addosso l’etichetta, segno di rispetto). Lo chiamano “il dottore” e poi spesso gli danno del tu. Lo abbracciano, e si ha la sensazione che quegli abbracci durino sempre qualche secondo in più del normale.

Abbiamo provato a prendere Carlo Besana da parte e chiedergli qualcosa su questa situazione, su questa denuncia per disturbo della quiete pubblica, abbiamo provato a comprendere se possono esserci motivi differenti, che trascendono dal distrubo eventuale arrecato dal Palacep nei sabato sera d’estate, quando si svolgono concerti gratuiti aperti a tutti. Ripetiamo denuncia per l’offerta gratuita a tutti di concerti nei sabato sera d’estate. Qualche idea e qualche ricostruzione già si potrebbe azzardare, ma certo c’è bisogno di ulteriori riscontri, le fonti vanno sempre verificate.

E allora ci piace raccontare un’altra storia, che proprio lo stesso Besana ci ha rivelato, e che forse è ancora più significativa dei giochi del palazzaccio. Una lettera che il presidente della Pianacci ha ricevuto da una ragazza di Udine dopo che quest’estate è stata al Cep al concerto dei Subsonica. Ce l’ha fatta leggere ci permettiamo di riportarne alcuni stralci.

“Ho avuto modo di conoscere il signor Carlo la scorsa estate, ad agosto, in occasione del concerto dei Subsonica al PalaCep. Non ero mai stata a Genova e non conoscevo il Cep […].

Sono stata ulteriormente spronata ad assistere al concerto perché, stimando il gruppo torinese, avevo letto il loro comunicato sul motivo della loro partecipazione gratuita alla stagione d’eventi del PalaCep. Durante il lungo viaggio in treno ho avuto modo di documentarmi in merito alla situazione del Cep e alla primavera che stava finalmente attraversando grazie al signor Besana, solo leggendo gli articoli e i documenti sul web mi sono sentita un po’ come nell’andare a trovare un vecchio amico che non vedevo da tempo […].

Arrivata finalmente al Cep alle 10 del mattino, con un’amica romana, ho potuto constatare all’istante la gentilezza e la generosità degli organizzatori, senza rendermi conto che la persona con cui, fino a quel momento, avevo scambiato battute divertenti e chiacchiere generiche, mentre affiggeva le locandine dell’evento e i cartelli che, di lì a qualche ora, avrebbero indirizzato la grande folla alle casse e successivamente all’entrata del PalaCep, fosse proprio Carlo Besana […].

Tutto ciò che ha organizzato è stato incredibile, per una piccola comunità come quella del Cep, non ho visto nessuno, durante tutta quella giornata, sedersi e rilassarsi un attimo, nemmeno gli anziani che parlottavano al bar davanti al PalaCep, nessuno, nessuno si è seduto un attimo, dal signore con l’Apecar che sgommava in giro ad appendere locandine, ai ragazzi che, professionalmente muniti di pass (non necessario, glielo assicuro, nessuno avrebbe avuto il pensiero di sconfinare e ledere al lavoro degli altri, perché il Cep che ho visto io è così, una grande famiglia, e quando metti piede nella loro casa, ti senti in dovere che debba andare bene), facevano i chilometri fuori e dentro l’area concerti, affinché andasse tutto per il meglio al momento dell’apertura botteghini e cancelli […].

Quando, alla fine del concerto, ci siamo incontrati con il signor Besana, mi sono sinceramente commossa leggendo la sua soddisfazione e ascoltando i ringraziamenti che lui faceva a noi, incredibile. […]”.

Se arrivassero testimonianze critiche nei confronti del lavoro del Consorzio Sportivo Pianacci e del suo Presidente Carlo Besana non esiteremo a riportarle.