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Crociere e traghetti fermi da giorni a motori accesi, i comitati dicono basta all’inquinamento da fumi in porto

Lunedì in arrivo una nuova Msc. Il 27 maggio tavolo tra cittadini e istituzioni per parlare di monitoraggi dell'aria e possibili soluzioni, per esempio la possibilità che le navi stiano in rada

Genova. E’ vero, se non ci fosse di mezzo una pandemia il porto passeggeri di Genova sarebbe comunque animato da un via vai di navi crociera e traghetti e il numero di imbarcazioni ormeggiate sarebbe forse anche più alto. Se non ci fosse di una pandemia, forse, farebbe più rumore la protesta del comitato Tutela ambientale Genova che riunisce alcuni cittadini sensibili all’annosa questione dei fumi in porto. Una lettera al sindaco, una riunione imminente con le istituzioni, un progetto di monitoraggio ma – in prospettiva – nessuna soluzione che migliori la qualità della vita e dell’aria di una gran parte della città.

Sono quasi 50 mila gli abitanti dei quartieri interessati da questa specifica forma di inquinamento, non solo il “fronte mare” di San Teodoro, San Benigno, via Buozzi e Caricamento, ma anche Oregina, Lagaccio, Castelletto e Carignano respirano i fumi delle navi ferme, sì, ma con i motori accesi. Un problema che si è fatto sentire più del solito nel periodo di lockdown, con le persone obbligate a restare a casa ma con l’impossibilità di aprire le finestre quando il vento soffiava da sud.

Da settimane, inoltre, oltre ai pochi traghetti in movimento, sono stanziali Msc Splendida (con parte dell’equipaggio bloccato a bordo per via dei voli interdetti), Gnv Splendid (la nave ospedale ormai integrata al sistema sanitario regionale e che probabilmente sarà mantenuta come presidio per le convalescenze Covid anche in vista dell’autunno), la Costa Deliziosa, spostata oltre le riparazioni navali da qualche giorno. Lunedì è previsto l’arrivo di una nuova Msc, la Fantasia, per altro con persone affette da coronavirus a bordo.

Fumi in porto durante l'emergenza Coronavirus

Nuovi fumi e nuovo impatto quindi, che hanno spinto il comitato Tutela ambientale Genova a inviare una lettera al sindaco di Genova, in quanto “responsabile della salute dei cittadini”, e alla capitaneria di porto.

Ecco il testo della lettera:

da mesi subiamo grave inquinamento per emissioni navali, incontrollate, con grave rischio per la nostra salute in tempi non epidemici,
vieppiù in questi tempi di pandemia.
Da due mesi subiamo per 24 ore al giorno le emissioni di tre navi da Crociera due MSC Opera e Splendida e la Costa Deliziosa da stamattina in rada, ma certamente stasera sarà di nuovo
ad affumicarci e noi cittadini non siamo tutelati da niente, solo due insufficienti centraline Arpal sistemate in via Buozzi, non idonea per le emissioni navali, ma per il traffico stradale e una un
po’ migliore in Corso Firenze, oltre molti traghetti obsoleti ed inquinanti che lasciano scie di fumi nerissimi, che prendono in genere, se i venti non sono contrari la via della collina di San Teodoro.
Traghetti vetusti, Janas, Drea, Otta scartate da ogni parte del mondo e lasciate a Genova a scardinare i polmoni dei cittadini.
Con spirito compassionevole non cito la nave ospedale ma certamente la nuova Costa in arrivo la Pacifica che viene ad aggravare la situazione esistente.
Per il noto principio di precauzione, poiché Ella Signor Sindaco è responsabile della salute dei cittadini, principio incontrovertibile sia per Costituzione, legislazione e numerosissime sentenze, Lei e non i suoi funzionari, deve adottare tutti i provvedimenti contingibili e urgenti idonei a far cessare questo scempio della salute dei cittadini.
Tralascio, al momento, tutte le questioni giuridiche idonee a sostenere quanto pronunciato e la invito a riferirmi l’inizio del procedimento de quo, con piena volontà di partecipare allo stesso, come comitato di cittadini ed in tale sede possiamo fornire ampia documentazione fotografica e molte testimonianze.

Il 27 maggio, quindi tra pochi giorni, si terrà un tavolo di confronto tra comitati, associazioni, autorità portuale, Comune, Regione e Arpal, oltre al difensore civico. Sarà l’occasione per fare il punto sulle possibili soluzioni mitigatorie – una delle proposte nell’immediato e di far sostare le navi in rada – dello stato dell’arte sul tema dell’elettrificazione delle banchine e di un progetto di monitoraggio dell’aria autogestito dai cittadini ma validato dagli enti istituzionali.

Per ora niente minacce di manifestazioni o esposti, ma se il dialogo non darà risultati, anche queste iniziative non sono escluse.