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Coronavirus, il premier Conte frena i giovani: “Non è ancora il tempo di party e movida”

L'orario dell'aperitivo il più "pericoloso" per gli assembramenti: a Genova ingaggiati steward per presidiare piazza delle Erbe

Roma. “Ai giovani, in particolare, chiedo di fare la massima attenzione: ‘no’ ai party e alla movida, almeno per ora“. Parola del premier Giuseppe Conte nell’ambito dell’informativa urgente alla Camera sulla Fase 2 dell’emergenza Coronavirus, in corso proprio in questi minuti a Montecitorio. A seguire, alle 12,30, il Presidente del Consiglio sarà a Palazzo Madama.

Conte ha iniziato a parlare intorno alle 9,30, ma per quanto riguarda la Liguria, regione prettamente turistica, è sicuramente il passaggio relativo ai giovani e alla movida a destare più interesse. A Genova proprio nelle scorse ore gli esercenti di piazza delle Erbe in centro storico hanno ingaggiato un’agenzia di vigilanza per prevenire gli assembramenti nella zona più critica. Rispettare le regole del distanziamento nei vicoli, solitamente affollati da centinaia di giovani il venerdì e il sabato sera, potrebbe essere infatti un’impresa molto ardua.

Di seguito un estratto del discorso del premier: “Dopo 3 mesi esatti dal primo caso italiano, possiamo affermare in coscienza di aver compiuto la scelta giusta, l’unica in grado di contrastare diffusione epidemia. Ora, con la stessa determinazione con cui abbiamo affrontato la Fase 1, ritengo possibile, pur in presenza di un quadro epidemiologico non completamente risolto, compiere una nuova scelta coraggiosa vedo un ritorno alla normalità”.

Siamo nella condizione di affrontare Fase 2 con fiducia e responsabilità. Conosciamo meglio il virus e come proteggerci. Mi rivolgo soprattuto ai giovani, che forse più di altri hanno accolto con positività le nuove libertà concesse. Ma in questa fase, più che mai, rimane fondamentale, anche quando siamo all’aperto, il rispetto delle distanze e, dove necessario, l’utilizzo mascherina. Mi dispiace, ma non è ancora il tempo dei party e della movida. Occorre fare attenzione. Non farlo significherebbe esporre al contagio noi e i nostri cari”. 

“Siamo comunque consapevoli che la nuova fase potrebbe favorire l’aumento della curva di contagio: è un rischio calcolato, che terremo sotto osservazione. Ma non possiamo fermarci in attesa di un vaccino o non saremo mai nelle condizioni di ripartire“. 

“Sul fronte dei test stiamo potenziando i controlli. In italia sono stati fatti 3.171.719 tamponi, che collocano il nostro Paese al primo posto per numero di tamponi eseguiti per numero di abitanti. Ma la riapertura delle attività non è sufficiente, da sola, a far ripartire la nostra economia: è necessaria un’azione costante ed efficace di accompagnamento di queste attività da parte dei pubblici poteri. Con il Dl Rilancio, il Governo ha proseguito il sostegno all’economia e compiuto un passo in più, ponendo le basi per la riaprtenza economica del Paese“.