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Calcio, il personaggio: Filippo Caffieri, “arquero” della Praese

Genova. Emiliano Viviano, estremo difensore della Sampdoria, non molto tempo fa, ha affermato che “il portiere è un ruolo a rischio, ti martellano e tu sei solo. Ti devi prendere le responsabilità, anche se agisci d’istinto”.

Il pensiero del blucerchiato piace molto a Filippo Caffieri, classe ’83, esperto “arquero” della Praese, una delle più antiche e nobili società dell’intero panorama calcistico ligure: “Concordo in pieno con Viviano, il ruolo del portiere è quello d’un uomo solitario, istintivo… sempre col dito puntato contro, nel bene e nel male, spesso un po’ folle, perché solo persone ‘non normali’ (ndr, ride di gusto) possono ricoprire questo ruolo”.

La carriera

Pippo Caffieri muove i primi passi calcistici nella Sampdoria, “la squadra del cuore”, passando alla Sestrese, poi alla Praese, dove esordisce in prima squadra ad appena 16 anni. Poi il trasferimento, in prestito, alla Gaviese, nel campionato piemontese di Promozione, una importante esperienza fuori dai confini liguri, che diventa decisiva per il proseguo della sua carriera.

Quando torna in Liguria, sul suo cammino, trova – in Eccellenza – la Corniglianese, la squadra del quartiere dove è cresciuto e vive: “Un bel periodo, durato 4 anni, una grande squadra, un gruppo unito, risultati importanti ottenuti con amici come il ‘grande’ Rosario Granvillano (ndr, l’attuale bomber dell’Albissola)”. A seguire, prima di tornare alla ‘casa madre’ di Prà, le maglie da ‘numero 1’ di Sant’Olcese, Molassana, Sampierdarenese e Leivi.

La Praese ed il suo campionato

“Tornare qui è stato come fare un bel tuffo nel passato… per me è una seconda famiglia, vedo tutti lavorare con competenza e passione; le strutture sono da campionati superiori e poi mi ha intrigato l’idea di fare da ‘chioccia’ ai tanti giovani in rosa. Quanto al campionato, sarà un anno di transizione. All’inizio eravamo partiti bene, poi un mix di errori e sfortuna (comprensiva di infortuni), ci ha fatto scivolare in basso, forse oltre i nostri demeriti; nell’ultimo turno abbiamo ritrovato la vittoria (ndr, 1-0 col Cella), mi auguro sia un trampolino di lancio per stabilizzarci in posizioni tranquille, mentre il prossimo anno potremo puntare a qualcosa d’importante, perché in squadra ci sono giocatori di cui si sentirà parlare in futuro, come il centrale difensivo Trovato (scuola Genoa), il centrocampista Sacco e l’attaccante Sacha Fedri.

Le caratteristiche tecniche e fisiche

“Ritengo di essere un portiere che non ha paura di uscire e che aiuta la difesa, giocando fuori dai pali, anche con i piedi” (dotato di un gran rinvio, aggiungiamo noi). Devo dire che il lavoro del preparatore dei portieri (Pipino, ex giocatore Voltrese) ha dato risalto ad una dote naturale: l’esplosività.

Il prossimo derby Sampdoria-Genoa

Con la stra-cittadina alle porte, un pronostico è d’obbligo… “Sono doriano sino al midollo, ma per cabala non mi sbilancio, anche se la storia parla per noi”.

Il ricordo della madre e l’amore per le sue bimbe

Se gioco a calcio, lo devo a mia madre. Sin da piccolo, mi ha accompagnato su tutti i campi dove sgambettavo, mi ha spronato, consigliato, aiutato nei momenti difficili… purtroppo non c’è più, ma è sempre presente dietro la mia porta. Adesso la ragione della mia vita sono le bimbe, ciò di più bello che ho al mondo, peccato non possano tuffarsi fra i pali, ma sicuramente faranno sport, per imparare a vivere lealmente in gruppo”.