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Cronaca

Genova, bandiere rossoblù solidali per salvare il centro antiviolenza di via Mascherona

genoa gradinata

Genova. Un calcio alla violenza contro le donne anche nel tempio del calcio genovese, lo stadio Ferraris di Marassi. Perché il centro provinciale antiviolenza non debba chiudere mai la porta, nemmeno un giorno, alle vittime la rete di enti e associazioni coordinata dalla Provincia rilancia la raccolta fondi che aveva già ottenuto molti risultati per via Mascherona a fine 2011.

I finanziamenti pubblici continuano infatti a essere drasticamente ridotti dai tagli nazionali ai bilanci degli enti locali e della Regione e la rete ha ripreso a mobilitarsi per mantenere viva la struttura, fulcro della lotta ai crimini più odiosi e aberranti contro le donne: le violenze fisiche, psicologiche, sessuali, economiche e le persecuzioni degli stalker la cui tragica escalation sfocia purtroppo spesso nei delitti. E la battaglia, anche e soprattutto culturale e di civiltà, arriva allo stadio – luogo per eccellenza dell’immaginario maschile – con un’iniziativa solidale delle tifose genoane del Red and Blue Ladies Club. Domenica 11 novembre in occasione di Genoa – Napoli le donne del club rossoblu proporranno, a dieci euro, le bandiere genoane con il logo del centro antiviolenza a favore della struttura di via Mascherona.

“Questa bandiera – dice Marina Cassani del Red & Blue Ladies Club e dell’Udi 25 Novembre – è fortemente simbolica, con i colori del Genoa tradizionalmente legati al calcio, abbinati al logo
del centro provinciale antiviolenza. Lanciare l’iniziativa di raccolta fondi con Genoa – Napoli significa partire da un incontro di cartello, molto importante, con due tifoserie gemellate e legate da amicizia e siamo sicure che anche i tifosi e le tifose del Napoli saranno al nostro fianco nella lotta per mantenere vivo il centro di via Mascherona per tutte le donne vittime di violenze”.
Al Centro di via Mascherona (aperto da Provincia e Regione negli spazi del Comune di Genova con molte associazioni) dal gennaio 2009 a oggi si sono rivolte un migliaio di donne vittime di violenze e 571 di loro sono state prese in carico dalla struttura.