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“Voglio la Gavoglio”, cittadini del Lagaccio contro il Puc: “Aumenta il cemento, non ci hanno ascoltati”

Lagaccio. Cittadini, associazioni, e comitati del Lagaccio vogliono fermare il Puc sulla caserma Gavoglio per decidere il futuro del quartiere insieme ai cittadini.

L’appuntamento è per oggi, alle 16 nella sala incontri della Parrocchia di San Giuseppe, in via del Lagaccio 32. “Stiamo raccogliendo le osservazioni da presentare in Comune entro il limite consentito dall’iter del Puc – spiega Enrico Testino, uno dei promotori dell’iniziativa “Voglio la Gavoglio”, un percorso iniziato nel gennaio scorso, all'”indomani” dell’approvazione del Piano Urbanistico in consiglio comunale.

“Il percorso ‘Voglio la Gavoglio’ è iniziato da alcuni cittadini che hanno lanciato alcune riunioni nel quartiere – spiega Testino – chiediamo la partecipazione di tutti per dire No al Puc in via di approvazione e per iniziare un percorso nel quartiere, aperto a tutta la città, che decidere le destinazioni e il futuro dell’area centrale cittadina più importante in via di cambiamento”. In ballo ci sono 60.000 metri quadri alle spalle della Stazione Principe, in centro città e in uno dei quartieri più “compressi” di Genova.

Al percorso aderiscono singoli cittadini del quartiere e molte realtà associative e aggregative del quartiere Lagaccio.

L’area della ex Caserma Gavoglio, “contiene moltissimi edifici, anche storici, ed è abbandonata da circa 30 anni ad eccezione di alcune famiglie che risiedono nel corpo centrale della ex caserma e di alcune aree adibite a magazzino o parcheggio, a quel che ci è dato capire, per mezzi militari. Un’area comunque visibilmente abbandonata e lasciata a sé stessa”. La mobilitazione da parte del tessuto cittadino parte però dal nuovo Puc approvato a fine anno dalla Giunta Vincenzi. “Esisteva un assessore con delega al percorso partecipato per le grandi opere – sottolinea Testino – ebbene il percorso con noi non è mai iniziato. Inoltre l’Arcipelago Lagaccio aveva prodotto uno studio ad hoc con il professore Carlini, e consegnato il volumetto finale direttamente a Urban Lab”. A giudicare dal Puc “nessuno sembra abbia accolto le nostre osservazioni, anzi ci siamo stupiti che il risultato sia stato opposto alle nostre richieste”.

Quel che contestano abitanti e associazioni sono appunto alcuni cambiamenti “sostanziali rispetto al Puc 2001 che vanno nella direzione esplicitata di aumentare le residenze e che danno meno forza alla realizzazione di un quartiere vivibile per tutti”.

Ad esempio, fanno notare, la superficie agibile degli edifici aumenta fino al 30 % in più rispetto a quelli esistenti, compresi i capannoni”, mentre i precedenti Piani urbanistici dicevano espressamente che l”’Area della Gavoglio doveva essere edificata il meno possibile e anzi si descriveva la decisione di abbattere e togliere una grande parte degli edifici.

“In una zona tra le più congestionate della città aumentare in modo sproporzionato gli alloggi avrebbe effetti solo dannosi per tutti gli aspetti della vita nel quartiere. Comparando il Puc in via di approvazione e quello del 2001 risultano chiari i cambiamenti fatti a nostro avviso peggiorativi rispetto ad una vivibilità del quartiere.

Se non si agisce con idee e richieste di partecipazione – conclude Testino – gli equilibri cittadini potrebbero dar vita a una ricostruzione della Gavoglio solo a suon di condomìni, parcheggi (che andrebbero soprattutto ai i nuovi condomini), centri commerciali, ecc. lasciando agli ‘oneri di urbanizzazione’ le solite aiuolette e spazi recintati per bambini e famiglie”.