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Servizio competitività imprese, la storia di ‘Kilo, la sfuseria del vicolo’, rinata dopo il lockdown

Un negozio che ha l’obiettivo di rendere le persone parte integrante di una comunità che mette al centro di tutto la qualità della vita, il rapporto con gli altri e la consapevolezza che le proprie scelte impattano sull’ambiente in cui si vive

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Genova. Una scommessa imprenditoriale scaturita da una scelta di vita concreta, nata dall’amore per l’ambiente e dalla necessità di contribuire fattivamente alla crisi ecologica del consumo di materiali usa e getta. Tutti questo è “Kilo, la sfuseria del vicolo”, il negozio nel cuore del centro storico fondato da Olga Terchenko, che, grazie al supporto di Camera di Commercio di Genova, sta tornado a vivere dopo dalla crisi scatenata dall’emergenza sanitaria che ha colpito tutta l’imprenditoria.

Olga, 32 anni, da sempre convinta salutista ed ecologista, ha deciso di tradurre in fatti concreti questa sua filosofia di vita, aprendo un negozio di prodotti alimentari di alta qualità, prevalentemente sfusi (quindi senza packaging ed utilizzo di plastica per le confezioni). La parte non alimentare prevede la vendita di prodotti eco sostenibili che aiutano i clienti a semplificare la propria vita, riducendo i rifiuti, soprattutto quelli plastici, e minimizzando gli sprechi.

Con questo progetto Olga si prefigge l’obiettivo di rendere le persone parte integrante di una comunità che mette al centro di tutto la qualità della vita, il rapporto con gli altri e la consapevolezza che le proprie scelte impattano sull’ambiente in cui si vive.
Negli ultimi anni si parla molto di problemi ambientali, di inquinamento dei mari: da pochi mesi diversi Paesi nel mondo, tra cui l’Italia, hanno deciso di abolire la produzione della plastica usa e getta entro il 2021 e di incrementare campagne di sensibilizzazione nei confronti dei cittadini ad un consumo più consapevole e responsabile. Tale iniziativa appare pertanto estremamente attuale, oltre che etica.

Il punto vendita si trova in Via Ravecca 51R ed è stato aperto un mese prima che iniziasse il lock-down. L’attività era partita molto bene ed in poco tempo Olga era riuscita a crearsi un nutrito gruppo di clienti fidelizzati; il lock-down ha complicato le cose ma con tenacia è riuscita a rimanere aperta ed ora si sta piano piano riprendendo.