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Mobilità sostenibile, difesa dei parchi e stop grandi opere inutili, ecco la “lista dei desideri” di Legambiente

Il presidente della sezione ligure, Santo Grammatico, ci presenta le priorità per la nostra regione

Genova. Dare un forte impulso all’economia circolare, per sbloccare nuovi settori di impiego, valorizzare senza intaccare le grandi risorse ambientali del territorio, investire nella tutela dell’ambiente, impulsare una vera evoluzione della gestione dei rifiuti e fermare le grande opere considerate inutili per un vero sviluppo sostenibile della Liguria.

Questo il “programma dei sogni” per le prossime elezioni regionali di Legambiente, che lancia le proposte ai candidati dei vari schieramenti politici per cambiare rotta alla nostra regione, con una svolta green che sia basata su scelte fattuali e non solo su parole e spot elettorali.

A raccontarcelo il presidente di Legambiente Liguria, Santo Grammatico, che in un’intervista a Genova24 ricorda come l’ambientalismo non è solo dire no ma anche, e soprattutto, fare proposte concrete e che possano portare maggiore benessere per tutti sul lungo periodo.

“In Liguria bisogna qualificare il lavoro nell’ambito dell’economia circolare – spiega i cosiddetti i green job, i lavori verdi che sono anche a basso profilo di professionalizzazione perché riguardano il riciclo, il riuso. Pensiamo a tutto il mondo che ruota intorno alle tecnologie della mobilità ciclabile: intervenire da un punto di vista del lavoro significa poter fare le manutenzioni, la vendita. Un tipo di lavoro che unito, al recupero energetico degli edifici, alla produzione energetica da fonti rinnovabili, alla specializzazione la promozione dei territori di qualità possa portare a far crescere un turismo di qualità”.

Interventi che possono anche dare una nuova vita all’entroterra, unico nel suo genere per quanto riguarda il panorama italiano: “Bisogna pensare ad un sistema di defiscalizzazione per chi apre imprese nelle valli della nostra regione – spiega – ci sono luoghi dove stanno chiudendo, dopo i servizi, anche i bar, cioè stiamo perdendo il presidio nei territori, che si traduce in abbandono, degrado, e quindi svalutazione”.

Ma non solo: “La rigenerazione urbana è un aspetto molto importante, dobbiamo recuperare i danni fatti dal boom edlizio dei decenni scorsi – sottolinea – tutto quello che succede a monte prima o poi arriva a valle, e sappiamo cosa significa. Abbiamo coperto torrenti e rivi, spesso dimenticandoci anche i loro nomi e le loro ubicazioni, abbiamo scavato montagne intercettando falde acquifere. Insomma dobbiamo recuperare una cultura ecologista per far sì che l’uomo possa convivere anche con le proprie attività produttive insieme a un ambiente, una natura che stanno diventando sempre più pericolosi, anche a causa dei cambiamenti climatici ma che siamo noi ad avere generato”.

E quali sono le emergenze del nostro territorio, a cui bisogna pensare nell’immediato? “Noi pensiamo che bisognerebbe dare un forte impulso alla mobilità sostenibile, rafforzando gli spostamenti con il trasporto pubblico, e cambiando il paradigma di come ci si muove nella nostra regione e come questa possa essere raggiunta da fuori. Oggi continuiamo a costruire parcheggi e autosilos, quando bisognerebbe pensare a come levare le automobili dalle nostre città”.

E quindi grandi opere come la Gronda andrebbero in direzione opposta a questa visione: “Si, ma Legambiente non dice solo no, fa delle proposte – sottolinea Grammatico – abbiamo presentato al ministero a livello nazionale un documento con un elenco di opere strategiche tra cui molte in Liguria, come la Pontremolese, il raddoppio della ferrovia verso la Francia, ancora oggi a binario unico, e lo sblocco del nodo ferroviario”.

Sulla grande bretella autostradale la bocciatura è netta: “La Liguria è la regione italiana con la più alta concentrazione lineare di strade per sviluppo superficiale, siamo alla saturazione. Per noi il rapporto costi benefici della Gronda è totalmente in perdita: sarebbe usata da pochi, non risolverebbe il problema dei nodi di traffico della città e soprattutto andrebbe a bucare montagne, ancora. Secondo voi perché piove in galleria anche ad agosto? Non è solo questione di manutenzioni, sicuramente fondamentali per non dover costruire ancora, ma perché si è intercettati centinaia di falde acquifere, cambiando per sempre gli equilibri dei territori. Non ce lo possiamo più permettere”.

E se guardiamo agli ultimi 20 anni, quali sono stati i principali errori o le principali mancanze? “Senza dubbio la gestione dei parchi – spiega il presidente di Legambiente Liguria – che dovevano essere difesi, valorizzati, mentre sono stati gestiti al ribasso; e tutta la gestione dei rifiuti, con una differenziata ancora ai minimi a livello nazionale. Molte regioni hanno fatto passi avanti, noi siamo paurosamente sotto la media nazionale