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Concessioni, Paola de Micheli e il suo passato nella fondazione VeDrò, finanziata da Autostrade per l’Italia

Intanto il premier Conte prova a tirar dritto: "Su concessioni porteremo avanti quanto iniziato"

Genova. Si accende lo scontro interno al nuovo governo sul tema della concessioni autostradali, la cui conferma o revoca sono terreno di scontro tra le due anime dell’esecutivo, e tema particolarmente sentito nella nostra città. Ma dal passato della neo-ministra spunta un “dettaglio” importante che potrebbe rimescolare nuovamente le carte del mazzo.

Stando, infatti, a due articoli de L’Espresso (entrambi del 2013) la oggi ministro alle infrastrutture e trasporti Paola De Micheli, ha fatto parte della fondazione VeDrò, una think tank fondato da Enrico Letta, tra cui finanziatori compare anche Autostrade per l’Italia.

Questa fondazione, che accolse tra le sue fila personaggi politici bipartisan come Angelino Alfano, Giulia Bongiorno, Ivan Scalfarotto, Paola De Micheli, Benedetto Della Vedova, Mariastella Gelmini, Giancarlo Giorgetti, Roberto Gualtieri, Maurizio Lupi, Marco Meloni, Alessia Mosca, Andrea Orlando, Renata Polverini, Laura Ravetto, Flavio Tosi e Matteo Renzi, fu una sorta di scuola politica, che organizzava eventi e meeting, con appuntamento fisso a Drò, sul Lago di Garda.

Nell’articoli firmato da Luca Sappino del 25 aprile 2013, viene intervistato Mattia Diletti, docente e ricercatore di scienza politica all’Università La Sapienza di Roma, esperto sul tema delle fondazioni politiche: «Quello che colpisce però del sistema di finanziamento di Vedrò – riporta L’Espresso – riguarda soprattutto i finanziatori piuttosto che i finanziati», spiega: «Sono prevalentemente ex monopoli pubblici, che hanno un rapporto ancora stretto con la politica e che finanziano un po’ tutti, con cifre ridotte, a pioggia, sia la destra che la sinistra”. Tra questi, come riportato ci sono: Eni, Telecom, Vodafone, Sky, Lottomatica, Sisal, Autostrade per l’Italia, Nestlé, Farmindustria e il gruppo Cremonini.

L’appartenenza della neo ministra alla fondazione però arriva da un altro articolo, sempre de l’Espresso, di Alessandro Gilioli e Luca Sappino, del 24 aprile 2013, dove viene esaminato il percorso politico di Enrico Letta, che di lì a pochi giorni sarebbe diventato premier: viene ampiamente citata la fondazione VeDrò, e Paola De Micheli, compare nella lista.

Tutto legale e alla luce del sole, anche se oggi non esistono tracce web di questa fondazione, mai citata nei curricula dei partecipanti: una “dettaglio” che getta qualche ombra sulle dichiarazioni del ministro rilasciate poche ore dopo l’entrata in incarico. Saranno state sufficienti per esaminare i dossier corposi di concessioni e gronda o l’orientamento era già consolidato?

Nel frattempo lo scontro al governo appare inevitabile: il premier Conte, nel suo discorso alla camera, ha detto che l’esecutivo porterà a compimento il processo senza alcun sconto verso interessi privati, avendo quale obiettivo esclusivo la tutela dell’interesse pubblico e, con esso, la memoria, la memoria delle 43 vittime, una tragedia che rimarrà una pagina indelebile della nostra storia patria”. La parola revoca, però, non si è sentita. Dettaglio.