Ex Ccs, domani la sentenza, Accusa chiede in totale oltre 15 anni di carcere - Genova 24
Cronaca

Ex Ccs, domani la sentenza, Accusa chiede in totale oltre 15 anni di carcere

tribunale

Genova. E’ attesa per domani la sentenza a carico dei vertici dell’ex Centro di cooperazione allo sviluppo (Ccs), accusati di associazione a delinquere finalizzata all’appropriazione indebita.

Secondo l’accusa gli imputati dirottavano su conti esteri parte dei fondi devoluti all’associazione e destinati all’adozione a distanza di bambini africani ed a opere umanitarie.
Le accuse più pesanti riguardano l’ex segretario dello Sdi ligure Corrado Oppedisano, assistito da Andrea Vernazza e l’avvocato Simone Castellini (difeso da Alessandro Vaccaro). Oppedisano e Castellini all’epoca ricoprivano rispettivamente le cariche di presidente e segretario dell’organizzazione.

Per i due, cui viene contestato il reato associativo, il pubblico ministero Francesco Pinto ha chiesto cinque anni e quattro anni e sei mesi di reclusione. Secondo il pubblico ministero i due (in concorso con Marco Curzi, uscito dal processo dopo aver patteggiato la pena di 1 anno e sei mesi) si sarebbero intascati fondi per un totale di 97 mila euro e 139 mila dollari tra il 2004 e il settembre 2006.

Meno gravi le posizioni di Enrico Crespi (ex referente per l’Asia) e Patricia Cavagnis (ex coordinatrice dei progetti della onlus in Mozambico), difesi da Mario Iavicoli ed Emanuele Tambuscio. Per loro l’imputazione è di appropriazione indebita. Crespi e Cavagnis in pratica “distraevano fondi” versandoli il primo a Castellini, la seconda a Castellini e Curzi. Per loro il pm ha chiesto rispettivamente due anni e sei mesi e due anni di carcere.

L’indagine, che portò nel novembre 2006 all’arresto di Castellini, Oppedisano e Curzi, era partita proprio dalla testimonianza resa ai carabinieri del nucleo di San Martino di Patricia Cavagnis e dall’ex presidente dell’associazione Veziano Armandi.

Oltre a Marco Curzi, che oltre a patteggiare la pena ha anche risarcito l’associazione, ha uscire dal processo è stato anche Mauro Di Palma, ex collaboratore per le false fatturazioni relative a presunte campagne di sponsorizzazioni. Anche per lui un anno e sei mesi con la condizionale.