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Politica

Famiglia, unioni di fatto: l’Italia è lontana, ma in Liguria qualcosa si muove

maruska piredda

Genova. “A settembre in Regione discuteremo la nuova legge sulla famiglia e mi impegnerò in prima persona perché ci sia anche un’apertura alle unioni di fatto”. Lo dice Maruska Piredda, consigliere regionale dell’Idv e presidente della commissione Pari opportunità. Cosa significhi nella pratica questo annuncio è da vedere.

Quel che è certo è che alla ripresa dell’attività istituzionale la Piredda parteciperà ai lavori della sottocommissione incaricata della stesura del nuovo quadro normativo per la Liguria, e si impegnerà perché “anche le coppie omosessuali siano contemplate dalla nuova legge sulla famiglia”.

Chiaramente non si sta parlando di unioni civili o matrimoni dello stesso sesso. “Solo il legislatore nazionale, cioè il Parlamento, può fare qualcosa per mettere il paese su questa strada”, spiega a Genova24.it l’avvocato Damiano Fiorato, responsabile dello sportello legale di Arcigay Genova.

“L’Idv ha presentato a Roma un progetto di legge per l’istituzione dei Pacs (Patti civili di Solidarietà), spiega Piredda. “Certo la recente bocciatura alla Camera della Legge Concia contro l’omofobia non promette niente di buono, ma alla Regione restano comunque alcune competenze importanti. In questo quadro tenteremo di inserire capitoli specifici dedicati alle unioni di fatto, eterosessuali e omosessuali, all’interno della nuova legge sulla famiglia”.

Qualcosa di buono si può fare. “L’Emilia Romagna per esempio ha riconosciuto singoli diritti alle unioni di fatto, anche omosessuali, all’interno della sua legge finanziaria – continua Fiorato – si tratta di agevolazioni singole, come quelle che riguardano l’accesso all’edilizia residenziale. Singoli diritti, che costituiscono comunque passi in avanti verso il riconoscimento delle unioni civili”.

Nel suo piccolo la nostra regione è in qualche modo capofila in tema di diritti civili. La Spezia, nel giugno 2006, è stato il primo comune italiano ad aprire agli omosessuali il registro delle unioni civili, mentre la Liguria è stata inoltre la seconda regione a dotarsi di una legge contro l’omofobia, dopo la Toscana. “Purtroppo i registri non hanno alcun valore giuridico, ma sono importanti per il loro carattere politico, civili e culturale”, riprende Fiorato. “Per quel che riguarda la legge ligure contro l’omofobia sarebbe prioritario procedere verso la sua attuazione”.

“L’apertura alle unioni civili annunciata dalla Piredda è un’ottima notizia, che i Verdi appoggeranno di sicuro”, dichiara Cristina Morelli (Verdi), ex consigliere regionale e prima firmataria della legge ligure contro l’omofobia. “Speriamo che la Regione riprenda in considerazione anche la questione delle cure ormonali gratuite per chi intende perseguire un cambiamento di sesso, come ci avevano promesso Burlando e Montaldo in campagna elettorale”.