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Porto di Genova, una storia millenaria: presentata oggi l’opera multimediale

Genova. Immagini e testi che raccontano i primi duemila anni del porto di Genova, e in particolare la sua storia dal Medioevo in poi, quando esso divenne la vocazione dei genovesi che ne fecero il più grande scalo marittimo italiano e fra i maggiori nel Mediterraneo e in Europa. E’  il contenuto dell’opera multimediale interattiva “L’invenzione del porto – Dall’anno zero a oggi”, che è stata presentata oggi, presso la Sala del Capitano di Palazzo San Giorgio in Via della Mercanzia 2 a Genova.

Si tratta della trasposizione su supporto informatico, per la diffusione al pubblico e in particolare al mondo della scuola, di una delle 27 sezioni, raggruppate in quattro aree (porto, navi, moli, merci), in cui si articola il percorso espositivo del Genoa Port Center, la struttura della Provincia di Genova situata ai Magazzini del Cotone al Porto Antico che racconta il passato e il presente del porto di
Genova.

L’opera è stata ideata e sceneggiata da Sandro Stura e Sara De Maestri del Dicat (Dipartimento di ingegneria delle costruzioni,
dell’ambiente e del territorio dell’Università di Genova) col contributo di Massimiliano Margarone di Wondertech, e racconta la
storia millenaria del porto di Genova, con le sue trasformazioni dal Medioevo ad oggi: un’infrastruttura che per durare e prosperare è
stato costruita, scavata, ricostruita e reinventata di continuo, di fronte al progredire delle navi, delle tecniche di trasporto, dei
commerci internazionali e dello sviluppo urbano.

Dei 27 km di ‘fronte’ marino di Genova, ben 18 sono costituiti oggi da strutture portuali, e il porto da sempre rappresenta per la città un fattore di identità, di ricchezza e di lavoro. Ma questa grande realtà non è nata in un giorno, è il risultato di una lunghissima storia iniziata ancor prima dell’epoca romana, anche se a quel tempo un destino portuale non sembrava adatto alla piccola baia che si trovava nell’area oggi chiamata ‘porto antico’: era troppo esposta ai venti e alle mareggiate e troppo spesso insabbiata dai detriti portati dai numerosi rivi che in essa confluivano. Fu solo nel Medio Evo che il porto divenne una vera ‘professione’ dei genovesi: da un seme di roccia, lo scoglio divenuto poi il ‘molo vecchio’, debole riparo alle traversie dei venti e alle risacche del mare, e da una semplice ‘ripa’ per tirare in secco le imbarcazioni (la zona dell’attuale Piazza Caricamento) si è generato a partire dall’anno Mille il più grande e produttivo scalo marittimo nazionale, e tra i principali nel Mediterraneo e in Europa.

Alessandro Repetto, presidente della Provincia di Genova, ha dichiarato: “Si tratta di un importante progetto che valorizza il porto e la sua storia, inserito nell’attività del Genoa Port Center. La divulgazione della cultura legata al porto di Genova e alle attività marittime che qui si svolgono è la mission di questa struttura creata meno di due anni fa dalla Provincia di Genova, la quale mette in atto molteplici iniziative di comunicazione per farla conoscere ai cittadini e in particolare agli studenti: l’ultima è stata l’accordo con la Provincia di Alessandria che da quest’anno porterà al Genoa Port Center anche gli studenti di quel territorio, oltre a quelli genovesi e liguri. Lo scorso anno sono stati ben 7.000 quelli che hanno visitato la struttura espositiva della Provincia al Porto Antico”.

Giuliana Pupazzone, direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale e fra le promotrici del progetto del dvd multimediale interattivo, ha sottolineato la valenza di orientamento al lavoro del Genoa Port Center e quindi anche dell’attività di promozione delle sue attività: “Non è solo un museo, ma una struttura inserita nel contesto vivo e operante dell’economia cittadina, e i ragazzi, nel visitarlo, possono conoscere da vicino una realtà che offre svariate opportunità di lavoro, e quindi potenzialmente riconoscere una loro vocazione verso certi mestieri. Per questo ogni iniziativa promozionale del Genoa Port Center ha non solo finalità culturali ma anche legate all’occupazione e al mercato del lavoro”.