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Fincantieri, Maurizio Landini (Fiom): “Non deve chiudere nessun cantiere”

E’ stato chiaro e conciso questa mattina il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, parlando della difficile situazioni di Fincantieri, che interessa molto da vicino anche il nostro territorio. “Non bisogna chiudere i cantieri, ma fare investimenti e qualificare il tipo di navi che si fanno”, ha dichiarato.

“Noi stiamo chiedendo da mesi al Governo che ci sia un tavolo su tutta la cantieristica italiana, perché anche quello è un settore che ha bisogno di allargare e di investire per qualificare le produzioni. Non siamo d’accordo con le voci che sono circolate in questi giorni che pensano che bisogna ridimensionare la capacità produttiva di Fincantieri – ha aggiunto – non bisogna chiudere cantieri. Diciamo all’azienda che non siamo disponibili ad accettare riduzioni occupazionali né di capacità produttiva”. Ovviamente Landini si riferisce a tutte le sedi presenti sul territorio nazionale, comprese anche quelle di Riva Trigoso e Sestri Ponente, che stanno vivendo una situazione particolarmente difficile, soprattutto la prima.

Replicando all’amministratore delegato di Fincantieri Giuseppe Bono, che ha spiegato tra dieci anni l’Italia non saprà più fare navi, Landini ha detto: “Queste cose non stanno in piedi. Chi sa fare le navi continuerà a farle, il problema è essere in grado di produrre le navi che abbiano anche una capacità ambientalmente sostenibile e intervenire anche su settori su cui oggi c’é un ritardo. Se qualcuno pensa, come il dottor Bono, che il problema è che lì lavoran poco o che c’é bassa produttività, vorrei fare notare che c’é un problema da affrontare, quando nel giro di un mese ci sono due morti sul lavoro in aziende dell’indotto”.