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Economia

Fincantieri, Chiesa (Gruppo Misto): “Vincolare a uso industriale le aree di Riva Trigoso”

Regione. “Un disegno di legge per vincolare ad uso industriale le aree attualmente occupate dal cantiere navale di Riva Trigoso nel Comune di Sestri Levante”. E’ una delle richieste avanzate dal consigliere regionale Ezio Chiesa nella mozione che sarà posta all’ordine del giorno del prossimo consiglio regionale.

“La Regione Liguria – continua Chiesa – deve intraprendere ogni iniziativa necessaria affinché il Governo azionista di maggioranza e Fincantieri riconfermino in Liguria, a Genova la sede della divisione militare e la produzione su due poli, Riva e Muggiano, come previsto nel ‘Piano Basilico del 1984’. Fincantieri leader nel mondo relativamente al settore delle costruzioni di navi da crociera, operando anche nel campo dei grandi traghetti e delle navi militari da sempre è attiva nella divisione militare, come stabilito dal ‘piano Basilico del 1984’, che si articola nei due poli produttivi di Riva Trigoso e del Muggiano”.

“I cantieri di Riva e del Muggiano, oltre a costruire tutte le navi della marina militare italiane – continua Chiesa –  stanno cooperando a strategici progetti industriali con la Francia e gli emirati arabi per la realizzazione del programma FREMM e la costruzione di unità di pattugliatori marini”.
I vertici di Fincantieri hanno redatto un piano (poi smentito) di razionalizzazione dei siti produttivi, prevedendo per la Liguria il ridimensionamento del cantiere per navi mercantili di Sestri Ponente, la chiusura del cantiere di Riva con la concentrazione  del settore militare  in quello del Muggiano. “A seguito della forte mobilitazione dei lavoratori – afferma il consigliere regionale – dei sindacati e delle istituzioni, i vertici di Fincantieri e il Governo hanno smentito l’esistenza del piano derubricandolo a semplice ipotesi di lavoro”.

Purtroppo il ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani nel rispondere ad una interrogazione parlamentare ha nuovamente ventilato la possibilità di una “razionalizzazione dell’assetto industriale ligure”; in particolare, il ministro ha ipotizzato che le attività militari vengano nuovamente concentrate nel cantiere del Muggiano, lasciando a Riva solo il settore “meccanico e la componentistica”, così di fatto chiudendo lo storico cantiere navale di Riva;

“Il suddetto annuncio ha provocato – dice Chiesa – nuovamente una forte preoccupazione negli oltre 900 addetti, timore che non è venuta meno dall’annuncio fatto dalla direzione dell’investimento di tre milioni di euro per l’acquisto di una nuova gru. Preoccupazione dei lavoratori ulteriormente suffragata dall’amministratore delegato di Fincantieri Giuseppe Bono nel corso di un convegno svoltosi a Genova il 25 febbraio scorso dove, pur non citando il cantieri di Riva, ha dichiarato: per sopravvivere alla crisi occorre ridurre la capacità produttiva e quindi i cantieri – ha poi continuato dicendo – che tre stabilimenti in  150 chilometri sono troppi e non esistono in nessuna parte del mondo”.

“L’attuale situazione nel mediterraneo rende necessario  un forte investimento per potenziare i mezzi della Marina Militare – dice Chiesa – indispensabili a vigilare sulla sicurezza delle nostre coste e che il programma FREMM non è stato ancora completato. L’eventuale chiusura del Cantiere di Riva potrebbe portare ad un cambio di destinazione d’uso da industriale a residenziale turistico delle aree attualmente occupate dalle lavorazioni, con una nuova colata di cemento sulla costa ligure”.

“Il Cantiere Navale di Riva occupa uno dei primi posti nelle statiche elaborate da Fincantieri come efficienza delle maestranze e qualità della produzione – conclude Chiesa – per questo chiedo anche alla Regione Liguria di impegnare il Governo e Fincantieri affinché vengano assicurati e programmati gli investimenti necessari per continuare l’attività produttiva e garantire l’occupazione e la sicurezza delle maestranze”.