Cremagliera di Granarolo, l'odissea è quasi finita. E all'orizzonte spunta una terza vettura - Genova 24
Impianto speciale

Cremagliera di Granarolo, l’odissea è quasi finita. E all’orizzonte spunta una terza vettura

La vettura 2 è pronta a tornare in servizio dopo quasi vent'anni di disavventure, Amt: "Una serie di problemi tecnici che non potevamo immaginare". Pronti 3,6 milioni per un ulteriore potenziamento

cremagliera granarolo

Genova. L’immagine simbolo è forse quella della lamentela scritta a penna su un cartello che annuncia l’ennesimo stop alla linea per lavori di manutenzione: “I turisti aspettano invano un treno che non passerà mai. Ciao da Roma-Bologna“. Firmato Giulia. È la rappresentazione del potenziale inespresso di uno storico impianto speciale del trasporto pubblico genovese, la ferrovia a cremagliera Principe-Granarolo, una delle tre in funzione in Italia oltre a quelle di Catanzaro e Torino, che da vent’anni subisce criticità e disservizi lasciando a piedi non solo i visitatori, ma soprattutto i residenti di una zona della città che non può essere servita da altri mezzi di trasporto.

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Eppure l’odissea sembrava finita quando, nell’aprile del 2019, la vettura numero 2 è stata riposizionata sui binari dopo un travagliatissimo intervento di revamping che era iniziato addirittura nel 2002. Il restauro era stato affidato a un’impresa di Arquata Scrivia che però nel frattempo era fallita. I progetti esecutivi erano andati perduti e così Amt aveva dovuto bandire una nuova gara per rifarli. La carrozza era stata inviata a una ditta di Caserta dove era rimasta per altri tre anni tra rallentamenti tecnici e vicende giudiziarie. “Aspettiamo i tempi tecnici del collaudo, ma entro qualche settimana la vedremo in servizio”, aveva detto quella sera il presidente di Amt Marco Beltrami.

Le settimane sono diventate mesi e poi anni. Nel frattempo la linea viene servita dall’unica vettura rimasta – quella storica risalente al 1901 salvo qualche intervento di ammodernamento subito nel corso degli anni – col rischio di sospensioni totale del servizio in caso di inconvenienti tecnici. Il servizio bus sostitutivo arriva a Granarolo ma non può servire alcune delle fermate intermedie, costringendo i residenti a salire e scendere a peidi. Adesso l’entrata in servizio della vettura 2, completamente rinnovata, sembra davvero dietro l’angolo.

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La vettura numero 2 ferma in deposito

Ma cosa è successo dal 2019 al 2021? Come si spiegano altri due anni di ritardo dopo un intervento durato quasi due decenni? “Nessuno si aspettava che sarebbe andata così – spiega Giampiero Fabbri, direttore delle ferrovie di Amt -. La macchina è arrivata da un cantiere dove non c’era la possibilità di simulare gli aspetti dinamici della cremagliera e del binario inclinato. Purtroppo abbiamo avuto una serie di problemi. Stiamo parlando di una macchina che di fatto è un prototipo: non esistono pezzi di ricambio standardizzati, non è come un autobus. Ogni necessità richiede una fabbricazione ex novo“.

Uno degli intoppi ha riguardato la parte elettronica. “Si tratta del computer di bordo che regola la dinamica, la trazione, la frenatura, l’apertura e chiusura delle porte – prosegue Fabbri -. Ci sono stati problemi di taratura per renderla conforme ai requisiti dell’Ustif”, che è l’ufficio del ministero delle Infrastrutture che certifica la sicurezza degli impianti in sede fissa. Un altro ostacolo è stato il freno a contrappeso: “Da un punto di vista di frenatura meccanica la vettura 1 e la 2 sono identiche, ma la seconda non prevede più l’intervento muscolare del macchinista: il meccanismo viene azionato da un semplice comando o da un sistema automatico di emergenza. Il problema è che la macchina sottoposta a restauro frenava troppo e quindi abbiamo dovuto integrare un elemento che rallentasse la discesa del freno”. A questo si è aggiunta la necessità di effettuare ben mille corse di prova, da programmare per forza in orario notturno per non intralciare la vettura rimasta in servizio.

Ad oggi tutte queste difficoltà parrebbero superate: Ustif ha fatto il secondo collaudo il 21 maggio, ma resta una parte amministrativa e burocratica da completare per ottenere il nullaosta che consentirà di mettere in funzione la vettura numero 2. In Amt prevale ormai la cautela: “Potrebbe essere questione di giorni come anche di settimane”.

Nel frattempo, per tutto il mese di giugno la linea sarà attiva solo tra via Bari e Granarolo: dopo i lavori di adeguamento della stazione Principe e interventi sulla linea di corsa fino a San Rocco, Amt ne ha approfittato per intervenire anche sull’armamento e sulla linea di contatto. Si tratta di un pacchetto di interventi da 490mila euro, finanziati in parte dall’Unione europea e in parte dalla Regione.

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Ma in futuro che ne sarà della cremagliera di Granarolo, così sfortunata negli ultimi anni? Da una parte il progetto della funivia per forte Begato, sponsorizzato da Bucci e forte della garanzia di un finanziamento dal ministero della Cultura tramite il Recovery Fund, avrà l’effetto di offuscare buona parte dell’interesse turistico per quest’impianto, che raggiunge le alture del centro ma non è direttamente connesso ai percorsi del parco urbano. Nonostante questo esiste già una convenzione tra Regione Liguria e Mims per l’acquisto di una terza vettura con 3,6 milioni già disponibili per avviare una ricerca di mercato per la progettazione.

Terza vettura che sarà indispensabile se, com’era già preventivato, una volta entrata in servizio la seconda, verrà mandata in cantiere la prima per subire lo stesso intervento di revamping. “Nel piano nazionale di sicurezza ferroviaria c’è già un finanziamento di 300mila euro, probabilmente verrà aggiornata esattamente come la vettura 2 – conferma Fabbri -. Alla fine diventeranno gemelle. Per fortuna abbiamo il progetto esecutivo già pronto. Spero, anzi sono sicuro, che stavolta ci metteremo molto meno tempo”.

Un ulteriore vantaggio della nuova tecnologia sarà che non ci sarà più bisogno di un doppio macchinista (proprio per il differente funzionamento del treno) e quindi l’impianto potrà restare in esercizio con minori costi per il personale. Negli ultimi giorni hanno passato le selezioni 8 nuovi macchinisti della metropolitana, che sono abilitati a guidare anche la cremagliera di Granarolo (a tutti gli effetti una ferrovia) che stanno già facendo il training per prendere confidenza con la vettura restaurata.

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Il sogno, per gli abitanti di Granarolo e delle creuse che si inerpicano lungo il crinale percorso dalla ferrovia a cremagliera, è avere di nuovo due vetture in servizio contemporaneamente (con una terza di riserva). La possibilità tecnica c’è, grazie allo scambio presente in via Bari, ma la decisione dovrà prenderla Amt e al momento non c’è nulla che possa far propendere seriamente per questa ipotesi. “Ciò che ci preme più di tutto è mettere in servizio la vettura 2 – spiegando dall’azienda – il resto è prematuro. Ci ragioneremo”. Un vantaggio per i residenti, ma anche – chissà  – per qualche turista come Giulia, l’autrice del triste reclamo a penna sul cartello, che vorrà emozionarsi salendo sul tetto di Genova con un impianto unico nel suo genere, nato 120 anni fa.

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