San Martino, primo trapianto di fegato 9 anni dopo la chiusura del centro trapianti - Genova 24
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San Martino, primo trapianto di fegato 9 anni dopo la chiusura del centro trapianti

Da tempo i pazienti liguri dovevano sottoporsi all'intervento al Niguarda di Milano. Sul caso della chiusura lunghe polemiche politiche e anche un'inchiesta della magistratura

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Genova. Il direttore generale del San Martino, Salvatore Giuffrida, lo aveva detto nel primo giorno del suo insediamento: “Voglio riportare al policlinico il centro trapianti di fegato”. C’è voluta qualche settimana in più rispetto a quanto auspicato ma dopo 9 anni in cui i pazienti liguri erano costretti a spostarsi in Lombardia, per l’intervento, quello che conta è il risultato. “L’abbiamo fatto”, dice il manager sanitario.

Questa mattina una persona, una donna, ha ricevuto un trapianto di fegato. L’operazione, guidata dall’equipe del professor Enzo Andorno, si è conclusa alle 14e30. La persona che ha ricevuto l’organo trapiantato si trova ora in terapia intensiva, come da prassi in questi casi, ma è sveglia e cosciente e in condizioni ritenute stabili.

Ad annunciare l’intervento era stata, in mattinata, una nota stringata della direzione dell’ospedale: “Il presidente della giunta regionale e la direzione del policlinico San Martino comunicano che, a distanza di 9 anni dalla chiusura del centro trapianti di fegato, è in corso, un intervento di trapianto di fegato”.

Il San Martino ha potuto, in questi mesi, nonostante le difficoltà legate al periodo Covid, completare le procedure di accreditamento necessarie e a riorganizzare la struttura, che consta di moltissime professionalità, dagli infermieri ai chirurghi agli anestesisti.

La figura di riferimento proprio quel professor Andorno, trapiantologo di fama, che comunque aveva continuato, in questi anni, a seguire i pazienti prima e dopo gli interventi al San Martino e a operare al Niguarda di Milano, dove in forza di una convenzione venivano realizzati i trapianti veri e propri. Ed è stato lui a raccontare come si è sviluppato e svolto l’intervento, in serata, durante il punto stampa in Regione.

“Ieri abbiamo avuto dal Niguarda la disponibilità di un organo, peraltro in una giornata particolare già perché impegnati su l’emorragia addominale di una giovane donna in gravidanza, che abbiamo risolto, fortunatamente, sia per lei sia per il piccolo – racconta il chirurgo – il fegato a disposizione era stato donato da un 67enne deceduta in Lombardia per emorragia cerebrale e risultava compatibile con una paziente ricevente a Genova, una donna di 57 anni affetta da un carcinoma al fegato in un quadro di cirrosi”.

“Avevamo già tentato di operarla tre settimane fa ma l’intervento sarebbe stato a rischio di insufficienza epatica – continua Andorno – questa era la volta buona, abbiamo operato con colleghi del Niguarda, grazie alla collaborazione che va avanti da anni, e l’intervento è andato bene. tecnicamente e clinicamente, i rianimatori sono soddisfatti, la ripresa a funzionare dell’organo è stata decisamente buona”.

Andorno è più che positivo: “Speriamo che l’intervento di oggi sia l’inizio di un’attività che possa portare per la nostra regione e il nostro ospedale una svolta e possa innalzare la qualità della nostra chirurgia e della nostra sanità”.

Grandi aspettative anche da Andrea Giannelli Castiglione, coordinatore centro regionale trapianti: “Questo è l’inizio di una nuova fase che vede la ripresa dei trapianti al San Martino e la riappropriazione di un know how, il trapianto di fegato non è banale intervento chirurgico, è un’operazione che riguarda tutto l’ospedale e temevamo che questo meccanismo fosse arrugginito, per oliarlo abbiamo abbiamo fatto con un lungo allenamento e il risultato ci vede soddisfatti”.

Il centro trapianti si trova all’interno del Monoblocco e condivide alcuni spazi con il centro trapianti di rene. Nel 2012 la struttura era stata smantellata, fatto che aveva sollevato un lungo scontro politico all’interno del consiglio regionale e aveva portato anche a un’inchiesta della magistratura. Il cambio ai vertici di Alisa, con l’addio dell’ex commissario Locatelli, ha sbloccato una situazione alla quale il policlinico stava lavorando da tempo.

“È un obiettivo a cui abbiamo lavorato con la nuova direzione generale del San Martino fin dal suo inizio – ha affermato il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti – era un obiettivo importante di valorizzazione del principale hub ospedaliero della regione, ci siamo riusciti”.

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