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Coronavirus, nelle rsa della Liguria un terzo dei decessi rispetto alla prima ondata

Si è passati da 730 vittime a 282: c'entrano le visite sospese, l'aumento dei test tra ospiti e personale e un monitoraggio costante

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Genova. La messa a punto di protocolli di sicurezza e prevenzione e la consapevolezza, la conoscenza, della malattia e dei suoi meccanismi, oltre allo screening potenziato hanno portato effetti positivi facilmente riscontrabili, basandosi sui numeri, nelle rsa e nelle altre strutture socioresidenziali.

Lo ha spiegato, dati alla mano, Ernesto Palummeri, commissario per le rsa nell’ambito covid per la task force di Alisa durante il punto stampa di questa sera. Il numero dei decessi legato covid nelle strutture è passato dalle 730 vittime nella prima ondata (periodo tra il 20/2 e il 14/7) alle 282 della seconda ondata (15/7 – 02/12).

I decessi totali, considerando anche i no covid sono stati rispettivamente 2283 e 1413, quindi la percentuale dei morti covid rispetto al totale, tra la primavera e questo autunno-inverno è scesa dal 37% al 19,9%.

Le strutture monitorate da Alisa in Liguria da marzo 2020 a oggi sono state 340. Tra le misure adottate – ha ricordato Palummeri – oltre all’istituzione di un questionario bisettimanale e settimanale, recentemente in forma digitale e immediata, ci sono state la fornitura di dpi a tutte le strutture sociosanitarie residenziali, l’indagine sierologica su tutti gli operatori e ospiti, la creazione – da maggio – di aree “buffer” per la riammissione di ospiti ospedalizzati. Da luglio è stata avviata l’esecuzione di tampone molecolare/antigenico per tutti gli operatori al rientro dalle ferie o da lunghi periodi di assenza, e da settembre l’utilizzo del tampone antigenico rapido.

Le ultime novità in materia di rsa e altre strutture è rappresentata dalla circolare ministeriale del 30/11 in cui si forniscono “Disposizioni per l’accesso dei visitatori a strutture residenziali socioassistenziali, sociosanitarie e hospice e indicazioni per i nuovi ingressi nell’evenienza di assistiti positivi nella struttura”.

Alisa ha fornito agli enti gestori le indicazioni per corrispondere alla circolare – ribadisce il commissario della task force – resta l’obbligo per le direzioni sanitarie delle singole strutture di adottare specifici protocolli per favorire gli accessi dei visitatori in sicurezza, sono qiundi raccomandate strategie di screening immediato, tramite la possibilità di esecuzione di test antigenici rapidi a familiari, parenti e visitatori degli assistiti”. A supporto delle strutture nei percorsi diagnostici, è prevista nei prossimi giorni una videoconferenza ad hoc.