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Boom di contagi nel cantiere del Bisagno a Brignole, la fine dei lavori slitta al 2021 fotogallery

Il coronavirus fa tardare la consegna di tre mesi, intanto prende forma la nuova fontana di via Tolemaide

Genova. Finiranno con qualche mese di ritardo i lavori per la messa in sicurezza del tratto terminale del Bisagno che attualmente interessano la zona di Brignole. La tabella di marcia aggiornata indicava la fine del 2020 come termine ultimo per chiudere il cantiere da parte del consorzio Itinera, aggiudicatario del terzo stralcio del secondo lotto per un importo di 37 milioni di euro, ma negli ultimi mesi sono sorte nuove complicazioni dovute soprattutto alla seconda ondata di coronavirus.

L’azienda ha infatti deciso di chiedere alla struttura commissariale una proroga di tre mesi rispetto al termine contrattuale del 29 dicembre. “Verificheremo i presupposti, non è detto che verrà concessa nei termini richiesti dalla ditta, ma credo che verrà accolta – spiega l’ingegnere Luca Berruti, responsabile del settore interventi difesa suolo della Regione Liguria e membro della struttura commissariale – Ragionevolmente si potrebbe ipotizzare come conclusione delle opere strutturali marzo 2021“.

E alla base dei rallentamenti, da quanto risulta, c’è proprio l’esplosione dei contagi in autunno. Nelle scorse settimane sono risultati positivi ben cinque membri dello staff tecnico e almeno sei operai, oltre allo stesso capocantiere. Con una tale riduzione della forza lavoro è stato inevitabile allentare i ritmi, anche se i lavori non si sono mai fermati, nemmeno durante il lockdown della prima ondata in primavera.

“Per ora non c’è una quantificazione precisa in giorni – conferma Berruti – ma a voce si parla di 2-3 mesi di ritardo complessivi“. Uno slittamento che però preoccupa il Comune: “Ho chiesto alla struttura commissariale di poter discutere della proroga valutando quali sono le motivazioni alla base – spiega il vicesindaco con delega ai lavori pubblici Pietro Piciocchi -. Stiamo comunque lavorando per cercare di comprimere il più possibile i tempi”,

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Nonostante l’ennesima frenata, però, il traguardo appare ormai vicinissimo. Servirà ancora un po’ di pazienza sul fronte della viabilità, che da sempre è l’aspetto più critico di questo cantiere. Una nuova modifica all’assetto del traffico – e questa volta sarà davvero l’ultima – arriverà con la fase conclusiva dei lavori e riguarderà principalmente via Invrea, che rimarrà a due corsie ma con un nuovo restringimento. Inoltre continueranno anche nelle prossime settimane anche ii disagi all’incrocio tra corso Buenos Aires e viale Brigata Bisagno dove sono in corso lavori di spostamento dei sottoservizi.

Disagi che, vale sempre la pena ricordarlo, sono per una buona causa. Quando sarà tutto finito, sotto la copertura del Bisagno passeranno 850 metri cubi d’acqua al secondo (prima dei lavori erano appena 500) con un franco idraulico di un metro dalla soletta stradale. L’effetto combinato tra quest’opera, lo scolmatore del Fereggiano (terminato) e quello del Bisagno (iniziati i lavori, finiranno nel 2024) consentirà di assorbire un flusso di 1.300 metri cubi al secondo, cioè la portata media duecentennale del torrente. In pratica il rischio di alluvioni nel centro di Genova sarà quasi azzerato.

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Terminato il cantiere vero e proprio, però, serviranno almeno altri due mesi per completare tutte le risistemazioni stradali: marciapiedi, semafori, spartitraffico. E soprattutto la nuova fontana che sorgerà alla fine di via Tolemaide, accanto al tunnel di via Canevari. Il suo “scheletro” è già visibile nella struttura inclinata che ha preso il posto dei locali davanti alle arcate del ponte ferroviario, più volte alluvionati e finalmente demoliti. Dovrebbe trattarsi alla fine di una semplice cascata d’acqua, nulla di scenografico, un modo per rendere esteticamente accettabile quella che di fatto sarebbe una tamponatura.

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Per ripristinare le aiuole di viale Duca d’Aosta e gli alberi nella rotatoria di piazza delle Americhe, invece, serviranno i soldi del Comune e della Regione, già individuati. Per la parte tra piazzale Kennedy e via Cecchi sono già stati spesi 800mila euro, altri 1,6 milioni per il tratto fino alla Questura e un milione circa per completare tutto fino a Brignole. Le risorse sono già inserite nel quadro economico del progetto, tuttavia il Comune dovrà negoziare il passaggio dei lavori dal consorzio Itinera ad Aster. I tempi saranno più lunghi rispetto alla parte idrologica del cantiere, ma Piciocchi è fiducioso: “Entro giugno 2021 dovremmo essere in grado di terminare”,