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“Calcestruzzo a pezzi e frane”, l’allarme del comune di Mele per i viadotti della A26 foto

"Giustamente l'attenzione mediata ora è sulle gallerie, ma la situazione peggiora"

Genova. “Il calcestruzzo non ripristinato continua a deteriorarsi e a cadere pericolosamente nelle zone sottostanti, interessando terreni privati, la statale e le strade comunali mentre le acque non regimate durante le piogge creano le condizioni per nuovi (e vecchi) movimenti franosi”.

Con questo appello accorato la civica amministrazione del comune di Mele torna a far parlare dei viadotti della A26 che attraversano il proprio territorio, la cui condizione è rimasta in secondo piano con la nuova emergenza legata alle gallerie. E che non smettono di far paura.

“L’attuale e drammatica situazione autostradale in Liguria ha indirizzato inevitabilmente e doverosamente l’attenzione mediatica sulle problematiche correnti – si legge nel comunicato pubblicato anche sui social network – ma il tratto della SS456 che attraversa il territorio del Comune di Mele, per una lunghezza di otto chilometri è interessato da quattro viadotti autostradali della A26, si tratta dei viadotti ‘Pecetti’, ‘Fado’, ‘Tianin’ e ‘Gorsexio’” viadotti recentemente interessati dai cantieri di manutenzione, che hanno per prima cosa eliminato il calcestruzzo copriferro ammalorato dai piloni lasciandoli, però, in balìa degli elementi.

Anche la regimentazione delle acque meteoriche non è stata terminata, con il rischio, ad ogni pioggia di un aggravarsi della situazione: “Chiediamo che i lavori possano essere ultimati al più presto – si legge nella lettera – e chi si parta con gli appalti a breve termine”.

“Siamo consapevoli che le priorità del momento sono altre – conclude il comunicato, non senza amarezza – ma chiediamo a chi di dovere di dedicare la massima attenzione anche a queste nostre problematiche irrisolte da molto tempo, e più volte segnalate“.