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Lettere al direttore

Obbligo spesa nel proprio quartiere, l’appello di una lettrice: “Non punite chi usa i servizi drive dei supermercati”

La lettrice elenca i vantaggi rispetto alla spesa fatta di persona nel supermercato più vicino

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Genova. Riceviamo e pubblichiamo la lettera di una lettrice, Tijuana Martelli in merito alla circolare che punisce chi va a fare la spesa fuori dal proprio quartiere.

“Vi contatto in quanto semplice cittadina preoccupata per il futuro della propria famiglia, del proprio quartiere, della propria circoscrizione, città, regione, nazione.

Dopo aver recepito l’ultima ordinanza che impone ai cittadini di restare circoscritti al proprio quartiere, pena la denuncia anche qualora si trattasse di fare la spesa alla Ipercoop di Bolzaneto sono sobbalzata sulla sedia come molti dei miei concittadini.

Abbiamo tutti pensato “ma come, anche il servizio Coop Drive?”

Il Centro Commerciale l’Aquilone, cari rappresentanti, ospita il più grande, attrezzato e fornito punto Coop Drive della Regione Liguria.
Questo punto consente di ordinare la propria spesa tramite un portale on-line, selezionare una data e un’ora di consegna, recarsi in autonomia e ragionevole solitudine in un luogo dove è possibile mantenere uno spazio interpersonale che supera di gran lunga l’ampiamente consigliato metro.

In questa particolare condizione di disagio ho potuto constatare personalmente quanto fosse più immediato, igienico e meno pericoloso il recarsi ad un punto indiscutibilmente più lontano dal mio domicilio rispetto al supermercato sottocasa.
Per accompagnarvi con me in questo ragionamento vi spiego come si svolge la spesa con il servizio Coop Drive:
1)     Si effettua l’ordine on-line, scegliendo una data ed un’ora di disponibilità (contatti con esseri umani=0);
2)     Una volta ricevuta conferma, via mail, della finalizzazione dell’ordine, inforcando l’automobile si parte verso la meta (contatti con esseri umani=0);
3)     In circa 13 minuti di automobile ci si reca dal proprio domicilio al parcheggio sotterraneo (contatti con esseri umani=0);
4)     Si conferma il proprio arrivo inserendo il codice di conferma ricevuto a ½ posta elettronica in un dispositivo elettronico (contatti con esseri umani=0);
5)     L’operatore Coop, munito di appropriati dispositivi Dpi, esce dal magazzino con un carrello già riempito della spesa ordinata in precedenza e lo porge all’acquirente a una più che ragionevole distanza (contatti con esseri umani=1);
6)     Si carica la spesa sulla propria auto e si ritorna al proprio domicilio in altri ca 13 minuti di automobile (contatti con esseri umani=0);
7)     Si porta la spesa al proprio domicilio (contatti con esseri umani≠chi aiuta con la spesa, se c’è).

Se dovessi, invece, recarmi al Supermercato Sottocasa per ogni spesa dovrei:

1)     fare almeno 25 minuti di attesa, in piedi, in una coda di difficile gestione autonoma degli spazi (ciascuno ha una diversa sensibilità al problema);
2)     prendere meno cose (e quindi tornare più volte);
3)     avere molti più contatti con esseri umani aumentando il rischio di contagi-pandemie.

Per questi motivi come umile e, perdonatemi, un po’ ignorante “semplice-cittadina-preoccupata” vorrei proporre una deroga per chi si trovi a dover acquistare alla Coop Drive all’interno del Centro Commerciale l’Aquilone, nel quartiere di Bolzaneto, mostrando ad eventuali controlli la ricevuta telematica di ordine (che permette di ritirare l’ordine).

Questa modalità di procacciamento dei viveri parrebbe essere la più sana, sicura, semplice attualmente disponibile nella città metropolitana in questo momento così complesso e delicato per la sanità pubblica.

Va da sé che inibendo la spesa al quartiere di Bolzaneto per il Servizio Coop Drive degli altri due quartieri (già di base con disponibilità limitata) risulti immediatamente saturo, costringendo le persone di altri quartieri a uscire e andare in mezzo alle persone, sottoponendosi a rischi per se stessi e per gli altri

#stiamotuttiacasa: ma se proprio dobbiamo uscire, usciamo con senno”.