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Qualità della vita, exploit Genova: dalla 45esima alla 19esima posizione nell’anno del Covid

C'entra anche il "nuovo ponte" secondo l'indagine del Sole 24 ore. Soddisfazione del sindaco Bucci

Genova. Tra contagi, decessi, crisi economiche, lockdown e quarantene come si misura la qualità della vita? La 31esima indagine del Sole 24 Ore sul benessere nei territori, presentata sul Sole Ore di lunedì 14 dicembre, parte proprio da questo interrogativo. L’obiettivo dell’edizione 2020 – che analizza 90 indicatori, per la maggior parte (circa 60) aggiornati al 2020 in base agli ultimi dati disponibili – è raccontare in presa diretta il differente impatto della pandemia da coronavirus sui territori.

La classifica generale premia Bologna, al primo posto, che guadagna ben 13 posizioni e traina un po’ tutte le province dell’Emilia Romagna. Ben cinque su nove si incontrano tra le prime venti: oltre al capoluogo, Parma (8ª), Forlì Cesena (14ª), Modena (15ª) e Reggio Emilia (17ª).

La crisi penalizza le aree metropolitane più turistiche, come Venezia (33ª, in calo di 24 posizioni), Roma (32ª, -14), Firenze (27ª, -12) oppure Napoli (92ª, -11).

In controtendenza solo la Liguria, tutta in miglioramento, dove addirittura Genova (19ª) celebra con una buona performance la riapertura del viadotto sul Polcevera dopo il crollo del ponte Morandi recuperando 26 posizioni. Ma anche le altre liguri segnano alcuni record: ad esempio Imperia (81ª, +8 posizioni) si posiziona in testa per iscrizioni anagrafiche nei primi sei mesi dell’anno; Savona (48ª, +24) registra la densità di ristoranti più elevata; La Spezia (45ª, +4).

Sei aree tematiche di analisi che fotografano la complessità della vita nelle province italiane: 1. Ricchezza e consumi; 2. Demografia e salute; 3. Affari e lavoro; 4. Ambiente e servizi; 5. Giustizia e sicurezza; 6. Cultura e tempo libero. Con una scelta di campo importante: all’interno di queste aree sono stati inseriti 25 indicatori che documentano le principali conseguenze del Covid-19 su salute, attività economiche e vita sociale. Tra questi nuovi parametri, ad esempio, ci sono i casi Covid in rapporto alla popolazione, l’unico indice il cui punteggio è stato pesato maggiormente nella determinazione della classifica finale proprio per testimoniare l’eccezionalità di questi mesi sulla vita quotidiana di tutti gli italiani.

Genova è sesta per quanto riguarda gli indicatori legati alla ricchezza e ai consumi (sesta anche per reddito disponibile e 13esima sul fronte dei depositi bancari), e quinta per il livello dei servizi e il contesto ambientale, ad abbassare la media è invece il capitolo “sicurezza e giustizia” dove ci troviamo addirittura al 97esimo posto su 107 totali.

Molto male anche sul fronte della demografia (97 su 100), d’altronde che nel capoluogo ligure sia in atto da tempo uno scompenso tra nuovi nati e decessi non è una novità e nell’anno del Covid lo squilibrio è ulteriormente peggiorato. Una curiosità, forse legata all’età media della popolazione, siamo tra le città dove sono state erogate il minor numero di carte d’identità elettroniche (101esimo posto)

Non molto bene neppure per lo spazio abitativo medio procapite, 66 metri quadri, cifra che ci fa finire all’84esimo posto in totale. Siamo però ai primi posti per valore degli assegni sociali (quarto posto in Italia, 491 euro) e pensioni di vecchiaia (sesto posto, 1371 euro).

Genova è inoltre al secondo posto per tasso di motorizzazione. Solo a Venezia ci sono meno auto pro capite sulla popolazione totale. Ben piazzati anche sul fronte dell’Istruzione, al quarto posto, con il 72% dei diplomati tra chi ha tra 25 e 64 anni.

“Apprendo con grande piacere dell’importante risultato segnato dalla nostra Genova nella classifica delle città italiane stilata da un’indagine del Sole 24 Ore sul benessere dei territori.
La nostra realtà recupera 26 posizioni in un solo anno e risulta essere il terzo comune metropolitano italiano dopo Bologna e Milano per qualità della vita – dice il sindaco Marco Bucci – Non possiamo che dirci fieri di questo prestigioso recupero frutto di un lavoro importante che la città ha iniziato ormai tre anni e mezzo fa con il contributo di tutti gli attori della nostra città”.

“In un cammino che ci ha presentato tante difficoltà stiamo comunque proseguendo nel piano di rilancio con l’ambizione di vedere Genova capitale del Mediterraneo e realtà metropolitana leader in Italia per qualità della vita – prosegue il sindaco – Questo risultato ci dà una spinta ulteriore per andare avanti con entusiasmo e ottimismo sui tanti progetti che stanno prendendo forma e che cambieranno il volto della città rendendola ancora più bella e più appetibile”.