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Gli infermieri tornano in piazza a Genova: “Assumere i precari dell’emergenza Covid”

Il sindacato chiede che il premio per chi ha affrontato il periodo Coronavirus sia più alto ed esteso anche a interinali, addetti alla pulizia e logistica

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Genova. Si presenteranno sotto il palazzo della Regione Liguria in divisa da lavoro e mascherine, rispettando le misure di distanziamento sociale, e chiedendo maggiori tutele dei posti di lavoro. Sono gli infermieri che aderiscono al sindacato Fials, che sta organizzando una nuova manifestazione per il prossimo lunedì 20 luglio alle 15 in piazza De Ferrari.

“Centinaia di lavoratrici e lavoratori, infermieri, operatori sanitari, tecnici e perfino medici, assunti per garantire i servizi ai cittadini e l’organico necessario nell’emergenza Covid stanno per essere lasciati a casa e licenziati senza tanti complimenti dopo che per mesi sono stati in prima fila – si legge nella nota del sindacato Fials – i loro contratti vanno invece rinnovati e vanno predisposte subito le procedure concorsuali di assunzioni”.

“Questi lavoratori servono e sono indispensabili. La sanità Ligure, dal 2014 ad oggi, ha perso 1.700 posti di lavoro tagliati da questi governi e da questa giunta. Insieme al taglio de servizi e dei posti letto la riduzione degli organici è il delitto perfetto che strangola il servizio pubblico in nome del primato dei bilanci”, continua la Fials.

Il sindacato critica anche la questione del premio Covid per i lavoratori della sanità: “C’è una evidente sproporzione che diventa economica politica e sociale tra l’impegno profuso dalle lavoratrici e dai lavoratori nell’affrontare un inedito pandemico mai visto e drammaticamente mortale, e l’esiguo premio che ne risulta. Occorre incrementare il premio. Che diventi 14esima mensilità fissa”, dicono da Fials.

“Occorre inoltre estendere il premio anche ai lavoratori precari e interinali e delle ditte di pulizia e logistica. Tutti quelli che c’erano, tutti quelli che hanno lavorato e rischiato devono essere inclusi senza discriminazioni e senza ipocrisie”. Il sindacato chiede anche il rinnovo del contratto nazionale scaduto a fine 2018.