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Scontri Corvetto, uno dei manifestanti arrestati chiede la messa alla prova e risarcisce i poliziotti

Udienza rinviata a fine anno. Il pm si oppone, Rinviata anche l'udienza in abbreviato per il più giovane dei due: la procura produce nuovi video

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Genova. Nulla di deciso questa mattina nella doppia udienza per i due manifestanti che erano stati arrestati dalla polizia nell’ambito degli scontri in piazza Corvetto del 23 maggio. M. B, difeso dall’avvocato Nicola Scodnik e Giulio Sighieri, ha chiesto la messa alla prova per resistenza e lesioni a due poliziotti. La misura consente di sospendere la pena previo risarcimento delle parti offese.

Il pm Paola Crispo si è opposta, nonostante il portuale sia incensurato e abbia già risarcito i due agenti. Il giudice ha rinviato l’udienza del 13 dicembre per valutare nel frattempo il programma di messa alla prova.

Rinviata anche l’udienza per S.R.: il difensore Laura Tartarini aveva chiesto il giudizio abbreviato in forza in particolare della testimonianza di un poliziotto del reparto mobile che nell’udienza per direttissima che era seguita all’arresto aveva spiegato che il giovane al momento del fermo non ha aveva opposto resistenza. Visto che il pm ha depositato alcuni video, è stato tuttavia chiesto termine a difesa e l’udienza rinviata al 22 ottobre.

Il giudice ha tolto nel frattempo la misura dell’obbligo di firma dei confronti del portuale, mentre al più giovane la stessa misura era stata revocata una settimana dopo l’arresto.

I due manifestanti erano stati arrestati in piazza Corvetto perché considerati fra i responsabili di precedenti lanci di oggetti o azioni violente contro i poliziotti che presidiavano il comizio di Casapound in piazza Marsala. Nella stessa occasione in particolare in contemporanea con l’arresto di S.R. a pochi metri di distanza un gruppo di agenti del reparto mobile di Genova aveva picchiato il giornalista Stefano Origone. Per quell’episodio sono indagati al momento quattro poliziotti, tra cui un caposquadra.