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Serie A2, Quinto contro Sori: vigilia di derbyrisultati

Ecco come le due squadre arrivano all'attesa sfida

Sori. La tanto attesa sfida è arrivata. Domani, sabato 27 gennaio, alle Piscine di Albaro, fischio d’inizio alle ore 18, scenderanno in vasca Sporting Club Quinto e Rari Nantes Sori. Non una gara come le altre: un derby, uno di quelli più vissuti.

Quinto-Sori negli anni è sempre stata appassionante, già sugli spalti, con le due tifoserie, tra le più calde, sempre a sostenere i loro beniamini.

Era maggio del 2015 che mancava: la piscina era la Vassallo, e in quell’occasione finì 11 a 11, con i granata che proprio al termine di quella stagione si guadagnarono la promozione in A1.

Nell’anno successivo la retrocessione sorese coincise invece con la scalata nella massima serie proprio dei biancorossi, poi declassati dopo solo un anno.

Nel frattempo tante cose sono cambiate. Sori ha ridimensionato, squadra giovane, una salvezza raggiunta e gli obiettivi che rimangono chiari anche in questa stagione: mantenere la categoria.

Il Quinto invece ha come scopo quello di puntare in alto, possibilmente risalendo, e la squadra allenata da Luccianti ha tutte le carte in regola per farlo, come dimostrano i valori in acqua.

Partita difficile sulla carta per i soresi, con i biancorossi a punteggio pieno e vogliosi di continuare la serie positiva, cercando di inanellare quella che sarebbe la settima vittoria consecutiva.

Il Sori arriva bene a questa sfida, consapevole di aver qualcosa in meno, sia dal punto di vista tecnico che dell’esperienza. La vittoria con il Como, ottenuta soprattutto con una fase difensiva superlativa, l’assoluta presa di coscienza di non aver nulla da perdere unita al supporto del pubblico, potranno però rendere la gara meno scontata del previsto.

Servirà una gara perfetta, ancora migliore di quella con i lariani, non si dovrà lasciare spazio alle bocche da fuoco del Quinto, limitandone al massimo le doti offensive. La testa dovrà azionare i muscoli, ma la prestazione dovrà partire da un atteggiamento tipico di un derby: cattiveria, concentrazione, saper concedere poco e sfruttare gli errori, anche quei pochi, che l’avversario concederà.

Un po’ di cose sono cambiate; in quella che fu l’ultima battaglia tra le due squadre, dei ventisei che si sfideranno domani rimangono ancora oggi sponda Quinto Brambilla, Palmieri, Bittarello e Luccianti, ora allenatore e un tempo giocatore. Nel Sori unico superstite Viacava, mentre Marco Mugnaini non indosserà più la calottina granata ma quella biancorossa.

Un gioco di incroci interessanti, come quello di Ermanno Percoco, l’anno scorso protagonista della salvezza sorese, e nella stagione in corso invece pedina dello scacchiere biancorosso.

I biancorossi arrivano a questa delicata sfida forti di sei successi in altrettante gare e quindi del primato in classifica a punteggio pieno, ma come ha dimostrato l’ultima gara con la Rari Nantes Arenzano ogni partita può nascondere insidie e difficoltà.

“È vero, al sabato possono subentrare tante variabili delle quali non sempre è facile tenere conto – spiega il tecnico Gabriele Luccianti –. Spero che la lezione di sabato sia servita alla mia squadra e che abbia fatto tesoro degli errori commessi soprattutto nell’approccio alla partita, in modo da rifarsi in una gara delicata come è un derby. A livello fisico ci arriviamo bene, siamo pronti e non ho defezioni nella rosa. Al di là degli aspetti psicologici, davanti ci troveremo una squadra insidiosa, con alcuni giocatori esperti e tecnicamente dotati, venderanno cara la pelle. Noi dobbiamo restare concentrati e fare il nostro gioco: se affrontiamo le partite come sappiamo fare, allora ecco che le difficoltà spariranno“.

Certo, non è facile tenere alta la tensione quando una squadra inanella un filotto di successi così rilevante. “Ma infatti un momento di calo è fisiologico, e tale reputo quello di sabato scorso con l’Arenzano – prosegue Luccianti –. Io sono fresco di panchina quindi ragiono ancora un po’ come un giocatore e mi metto nei panni dei miei ragazzi senza difficoltà, quindi comprendo alla perfezione anche queste situazioni. Ma i cali fisiologici sono momentanei…“.

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