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Ex Boero, i negozianti “sfrattati” da via Geirato: “Chiediamo di lavorare, ora ricorso al Tar”

Poche persone alla manifestazione organizzata nel pomeriggio dai titolari dei chioschi che dovranno essere spostati. Il 19 aprile un incontro con i realizzatori del nuovo quartiere

Genova. Fissato d’urgenza un incontro con l’immobiliare legata al gruppo Sogegross che sta portando avanti il progetto di riqualificazione dell’area ex Boero. Questo hanno ottenuto, finora, i commercianti dei chioschi di via Geirato che, a causa del maxi cantiere, sono costretti a chiudere e spostarsi.

I negozianti, questo pomeriggio, hanno manifestato per strada con un blocco del traffico per chiedere di essere ascoltati e per informare la cittadinanza del ricorso al Tar depositato contro la realizzazione dell’opera. Ricorso che, se fosse accolto, potrebbe rallentare i lavori, giunti ormai a buon punto.

Un negozio di abbigliamento, un calzolaio, un ufficio di pompe funebri. Attivi da oltre vent’anni e collocati in alcuni prefabbricati poco distanti dal capolinea dei bus Amt. La concessione, in mano al Comune, alla fine dello scorso anno non è stata rinnovata.

negozi via geirato

“Tursi e i costruttori ci hanno proposto di spostarci in via Bernardini – racconta Domenico Noto, titolare del negozio di abbigliamento – in uno spazio che non sarebbe stato comunque equivalente come collocazione e passaggio, e nonostante fossimo contrari, ci siamo resi disponibili ad accettare, ma adesso ci dicono che dovremo comunque chiudere per 8, 9 mesi, e non ci vogliono risarcire del denaro che perderemo, i soldi che ci hanno offerto non sono lontanamente equiparabili a ciò che perderemo non lavorando”.

I negozianti di via Geirato hanno proposto una soluzione alternativa, la ricollocazione in due attività cessate, nella stessa via, e in via Salvo D’Acquisto, al posto di una ex merceria e di una torrefazione in disuso, ma la strada sembra non essere stata seriamente presa in considerazione dall’amministrazione comunale. Se Tursi, per assurdo, acquistasse quei locali potrebbe andare incontro a una denuncia alla Corte dei Conti.

Sia il Comune di Genova sia il Municipio sostengono, piuttosto, di aver dato ai commercianti tutte le alternative necessarie e, da parte del gruppo Sogegross, la prospettiva di un risarcimento o un’integrazione sufficiente. Inoltre, secondo il vicesindaco Stefano Bernini: “Non mancano 8 mesi alla possibilità di trasferimento, Sogegross sta svolgendo i collaudi, è questione di poche settimane”.