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Borzoli, l’ex Eltin cade a pezzi, i calcinacci invadono la fermata Amt fotogallery

Comitati e Municipio: "L'avevamo detto". Il territorio attende da sempre la riconversione e la messa in sicurezza del fabbricato, un'area di 2000 metri quadri abbandonata da 30 anni

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Genova. “Come volevasi dimostrare”. I cittadini di Borzoli segnalano da tempo il pessimo stato in cui versa l’edificio ex Eltin. Nelle ultime ore la facciata ha ceduto e alcuni calcinacci sono finiti, occupandola, sulla fermata dell’autobus.

La vecchia fabbrica di quadri elettrici per le Ferrovie dello stato, proprietà di una società immobiliare, la Eden Serra, è chiusa da oltre 30 anni. Un’area di 2000 metri quadri completamente in disuso per la quale i residenti e le istituzioni avevano anche lanciato proposte di riconversione.

L’amministrazione municipale, in particolare, aveva proposto l’inserimento della riqualificazione di questi spazi nell’ambito delle opere accessorie per il terzo valico. Si parlava di realizzare verde pubblico, parcheggi, una pensilina per le linee Amt e un marciapiede mai costruito. Oggi la strada resta molto pericolosa per i cittadini che la percorrono a piedi, e per quelli che aspettano i mezzi pubblici ai bordi delle carreggiate. Né la Regione né gli altri enti accolsero mai la proposta. O meglio, il Comune aveva provato a fare da tramite affinché Cociv, il consorzio di costruzione della grande opera, potesse acquisire l’area e riordinarla utilizzandola inizialmente come base logistica.

Sullo stato dell’ex Eltin, a inizio 2017, una lettera scritta dal Comitato spontaneo cittadini Borzoli e Fegino e indirizzata a municipio Valpolcevera e al Comune di Genova (assessorati ai Lavori pubblici e all’Ambiente). La popolazione chiede, se non una riconversione, perlomeno un intervento di messa in sicurezza. “Il fabbricato cade a pezzi – dicono – i vetri delle finestre sono rotti e potrebbero cadere sui passanti, inoltre temiamo che tra i pannelli di copertura interna siano ancora presenti lastre in amianto”. Pre non parlare delle condizioni igieniche.

La caduta di calcinacci sulla strada, però, potrebbe sbloccare alcuni stalli. Essendo il danno provocato da un edificio privato su sedime pubblico, il Comune potrebbe obbligare la società proprietaria a effettuare i lavori oppure agire direttamente rivalendosi poi economicamente sul privato.