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Crociere da record a Genova “ma la città non cresce”. Grido d’allarme di Stazioni Marittime

Dall'aeroporto senza voli low cost ai negozi chiusi, per arrivare al verde "non in linea con le aspettative"

Genova è una città molto bella ma, a quanto pare, questo non basta per attrarre flussi turistici particolarmente ricchi, come quelli legati al mondo delle crociere. A spiegarlo è l’amministratore delegato di Stazioni Marittime, Edoardo Monzani che, nonostante i buoni risultati avuti dal comparto, resta preoccupato per il futuro. Nei primi dieci mesi del 2016, infatti, Genova è arrivata a 877.833 crocieristi, con un incremento di oltre 157.000 unità, +22% circa e con un record storico nel mese di ottobre che ha visto arrivare 156.188 passeggeri.

terminal traghetti

Un record ottenuto grazie alla crescita di MSC Crociere, che ha portato 158 scali e circa 746.000 passeggeri ma che non basta a rassicurare il responsabile del terminal, preoccupato per la risposta che arriva dalla città. “Lo scorso abbiamo fatto abbiamo fatto il record e quest’anno chiudiamo in linea con l’anno scorso- spiega Monzani – ma il prossimo anno ci sarà probabilmente una leggera caduta in fatto di numeri”. La causa, secondo Monzani, e’ proprio la città che non cresce, sia per le infrastrutture che per l’accoglienza. “Purtroppo bisogna dirlo – incalza Monzani – c’è un aeroporto che non ha i voli low cost, quelli che dovrebbe avere per portare i crocieristi direttamente imbarcarsi a Genova. Per questo i passeggeri preferiscono imbarcarsi negli altri porti che hanno aeroporti con voli low cost”.

“E poi bisognerebbe attrezzare questa città un po’ meglio per accogliere i crocieristi e consentirgli di trovare i negozi aperti”. Insomma, il solito, annoso problema di questa città. “Genova bella ma deve farsi ancora più bella, avere del verde per esempio. Questo è un problema perché, secondo me, il verde non è in linea con le aspettative della gente che arriva in città e poi ce lo fa notare. E poi non ci sono i negozi aperti la domenica, o ce ne sono pochissimi mentre invece alla gente fa piacere vedere i negozi. Noi andiamo avanti così – conclude Monzani – però questo non è il sistema per produrre ricchezza per la città”.