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Genova, 220 chiamate al giorno per 90 mila soccorsi all’anno: il 118 apre le porte alle scuole foto

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Genova. Novantamila soccorsi in un anno, una media di 220 chiamate al giorno, dai semplici codici verdi, all’impegno più importante dei rossi fino alla maxi emergenza, come nell’ultimo caso, con il crollo della Torre Piloti a Molo Giano. Sono i numeri del 118, un’organizzazione complessa e fondamentale per la salute pubblica. Oggi il padiglione B del piano terra dell’IRCCS San Martino – Ist, in occasione della settimana dedicata alla rianimazione cardio polmonare, apre le porte agli studenti e, di riflesso, ai genovesi.

centrale 118

“Ci troviamo a gestire moltissime situazioni per 90 mila volte all’anno – spiega Andrea Furgani, medico del 118 – Le risorse per ora sono sufficienti per rispondere. Di fatto medicalizziamo il 90% dei rossi, ma certamente ogni anno le esigenze aumentano, con un implemento del 2-3% di richieste annuo”. A Genova infatti la popolazione invecchia sempre di più, ma in generale “il servizio funziona molto bene e viene utilizzato”.

In centrale operativa sono cinque le persone a coprire le emergenze: quattro operatori infermieri come primo filtro, quando arriva la chiamata, e poi il medico che supervisiona. Fuori, le sei automediche, ognuna con due operatori a bordo.

I codici invece vengono “priorizzati” secondo un sistema internazionale che vige in 49 paesi ed è tradotto in 19 lingue. “Per ogni chiamata poniamo alla persona delle domande, poi a seconda delle risposte assegniamo un codice. Per i rossi parte subito anche l’automedica, altrimenti solo l’ambulanza. Sul posto poi si provvede a una valutazione sanitaria più approfondita e eventualmente a una rimodifica del codice fino all’ospedale”, conlude Furgani.