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Cronaca

Immigrati extra Ue esclusi dai bandi comunali, la donna: “Mi sento genovese”

Vincenzi in redazione

Genova. “Vedere questo ostacolo un po’ mi demoralizza perché mi sento genovese ma, nello stesso tempo, mi dà forza lottare perché come me ci sono altri precari nelle mie stesse condizioni”. A parlare è la giovane peruviana che, insieme al marocchino, ha presentato nei giorni scorsi ricorso contro il Comune di Genova sostenendo che è “illegittimo escludere gli extracomunitari dai bandi e dagli avvisi di selezione per i posti di rilevatori comunali del censimento”.

Stamani entrambi, assistiti dall’avvocato Elena Fiorini, sono comparsi davanti al giudice del lavoro Marcello Basilico che, dopo la discussione, si è riservato di decidere. Era anche presente l’avvocato Andrea Bozzini che, insieme ad Anna Morielli, rappresenta il Comune che si è costituito contro il ricorso dei due stranieri e dell’Asgi (Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione).

La peruviana, 31 anni, è a Genova dal 1991. Giornalista free-lance, frequenta l’università nella facoltà di Scienze politiche. “Sono arrivata in Italia che avevo 11 anni – racconta – e qui ho fatto tutto il percorso di studi. Mi sono diplomata a Genova e vivo con mia madre. Questo lavoro sarebbe stato un aiuto anche per lei. Purtroppo le spese sono tante”. Anche il marocchino, che ha 43 anni, è a Genova da diversi anni.

“Sono arrivato dal Marocco nel 1985 – riferisce – e sono iscritto all’albo dei mediatori culturali facendo il consulente, a livello di collaborazione. Mi occupo di pratiche burocratiche relative alla presenza di stranieri sul territorio e questo mi porta a contatti anche con il pubblico italiano. E’ l’unico lavoro stabile che ho. Sono meno di un part-time e ottenere il posto di rilevatore del censimento, anche se per un periodo di sei mesi, mi farebbe comodo per guadagnare qualcosa in più”. Fiducioso attende la decisione del giudice.

“Tra l’altro -aggiunge – con il lavoro di rilevatore potrei essere utile contattando le famiglie straniere che possono così essere agevolate”.
Dal canto suo l’avvocato Fiorini che stamani ha esposto i motivi del ricorso supportandoli con ampia giurisprudenza, anche europea, ha detto: “Confidiamo che le norme sul principio di parità di trattamento nell’accesso al lavoro siano applicate”.