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Manifestazione studenti, Sofri: “Le proteste sono un buon segno, c’è ancora voglia di combattere”

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Genova. Se gli studenti protestano è un buon segno, vogliono ancora combattere per i loro diritti. Di questo ha parlato questa mattina l’ex leader di Lotta Continua Adriano Sofri, comemntando la protesta studentesca di scuole e università.

“Ho visto soprattutto facce di ragazze nelle strade di Roma – ha detto Sofri riferendosi al corteo del 14 dicembre – fino a quando una parte non si è coperta il volto, in generale maschi. Le ragazze sono un buonissimo segno, dunque mi pare una situazione promettente, tutte le situazioni promettenti possono finire in grossi guai, ma possono anche non finirci, come mi auguro”.

“Quel che è successo a Roma – ha continuato Sofri – è successo in molte parti d’Italia, in Grecia, in Spagna, in Gran Bretagna. Ora si dice che in Germania no perché lì sono stati fatti più investimenti sulla ricerca, ma diventa probabile che domani cominci anche in Germania”.

“Ci sono in piazza dei ragazzi completamente privati della propria voce dunque sono andati in strada prendendosi un modo per manifestare la loro esistenza. In Italia da molto tempo per ragioni demografiche ma anche d’incattivimento politico, si chiamano giovani le persone di 45-50 anni, che io considero anziane”.

“E’ una condizione oggettiva, indiscutibile che i giovani oggi vedono un futuro peggiore di quello dei loro padri. Nel ’68 c’erano dei signori che si erano inventati i giovani come una nuova classe: era un’idea corroborata dal fatto che i giovani si mossero in tutto il mondo in modi simili, era anche una specie di forzatura metaforica. Mentre oggi i giovani sono davvero diventati più che una condizione demografica provvisoria, ma anche una condizione sociale. Inoccupati e inoccupabili, i giovani oggi sono sindacalizzabili in quanto tali, in una società che invecchia e tratta i giovani come un incidente marginale, è bene che si rivedano le loro facce, le loro voci”.

“Le condanne sono la cosa che mi è più estranea – ha concluso Sofri riferito alla protesta violenta – in questo caso si è visto che l’indiziato principale di essere un infiltrato, un provocatore, era un ragazzino di 16 anni. Mi asterrei dai giudizi in generale, aspettiamo di vedere cosa succede”.