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Iniziativa

‘Vogare’, il progetto di volontariato di Legambiente per ‘azioni resilienti’

Per promuovere attivismo civico e cultura scientifica sul territorio per costruire comunità informate che possano facilitare la collaborazione tra cittadini, enti territoriali, enti scientifici, il mondo della scuola e del terzo settore

Genova È stato presentato durante la conferenza stampa di avvio della campagna di Legambiente Goletta Verde al Porto Antico di Genova il progetto VOGARE che intende promuovere attivismo civico e cultura scientifica sul territorio per costruire comunità informate che possano facilitare la collaborazione tra cittadini, enti territoriali, enti scientifici, il mondo della scuola e del terzo settore.
Sono queste le parole chiave del progetto VOGARE promosso da Legambiente Liguria in partenariato con l’Università di Genova (DISTAV), l’Istituto Nautico San Giorgio di Genova, l’Associazione GAU e il supporto tecnologico della start up Smartmicrooptics,che ha l’obiettivo di promuovere azioni di citizen science tra le generazioni favorendo una cultura di impresa nell’ambito della blue economy.
VOGARE: Il progetto intende realizzare una ricerca nell’ambiente marino costiero e torrentizio dei principali organismi viventi che li caratterizzano, con l’obiettivo di analizzarli e classificarli per comprendere la qualità ecologica degli ambienti stessi e il livello della loro compromissione dovuta alla pressione antropica e ai cambiamenti climatici.
Si svolgeranno, insieme ai volontari, attività di laboratorio sul campo grazie alle tecnologie innovative che consentono di trasformare smartphone e tablet in microscopi. Da questa esperienza verrà elaborato un manuale descrittivo degli ambienti indagati con le modalità per leggerli e interpretarli anche grazie alle tecnologie di indagine microscopica e ad un kit che, una volta testato, potrà essere utilizzato dalle scuole, università, enti del terzo settore, centri di educazione ambientale, imprese e cittadini.
La pulizia dei rifiuti di alcuni tratti di costa e del torrente Bisagno consentirà di effettuare un monitoraggio e una classificazione scientifica dei materiali post consumo presenti per arricchire le banche dati, in particolare quella dell’Agenzia europea dell’ambiente (EEA) “Marine Litter Watch (MLW)” e dell’Unione Europea “The European Marine Observation and Data Network (EMODnet)”.
Il progetto che avrà una durata di circa sei mesi impegnerà 30 volontari che indagheranno la salute del torrente Bisagno e di alcuni tratti di costa con i propri smart phone e tablet che saranno trasformati in utili microscopi; Legambiente approfondirà gli aspetti relativi alla gestione del ciclo dei rifiuti effettuando la pulizia del torrente Bisagno e della sua foce con la collaborazione di Arpal; nell’ambito dell’economia circolare sarà organizzato un tour al Salone Nautico dove i volontari incontreranno le aziende che stanno promuovendo le migliori pratiche in questo campo.
Come partecipare: I volontari potranno richiedere di partecipare compilando il form al link: http://volontari.ga entro domenica 18 luglio.
Saranno impegnati in cinque iniziative e in due momenti di formazione tra fine luglio e fine ottobre (agosto escluso).
I volontari dovranno avere a cuore l’ambiente e il proprio territorio, essere interessati all’ambientalismo scientifico, essere disponibili a seguire il percorso nella sua interezza da luglio a fine ottobre e l’attitudine a lavorare in gruppo. È necessario essere maggiorenni.
«Abbiamo scelto di sviluppare il progetto in Val Bisagno – spiega Santo Grammatico presidente di Legambiente Liguria – perché in questi anni è stata al centro di forti trasformazioni urbanistiche, perché densamente abitata ed è il bacino idrografico che è stato maggiormente esposto agli effetti dei cambiamenti climatici a livello europeo. Le conseguenze hanno avuto evidenti effetti al suolo, sulla tenuta dei versanti, nell’alveo e alla foce del torrente (con la relativa spiaggia) che sbocca all’interno del Santuario dei Mammiferi marini “Pelagos”. Inoltre, un torrente è un ecosistema vivo ed è indicativo dello stato di salute ecologica dei territori che attraversa».
Altro elemento determinante è l’alta presenza di enti del terzo settore nei tre municipi afferenti l’area.