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Decreto sicurezza, il cardinal Bagnasco: “Nessuno vuole essere sovversivo”

"Ci sono problemi che richiedono giudizi di coscienza"

Genova. “Penso che nessuno voglia essere sovversivo, ma ci sono problemi che richiedono giudizi di coscienza”. Così il cardinale Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente dei vescovi europei sul dl sicurezza.

I sindaci “dovranno prendere le loro decisioni, verificarle ai livelli giusti. L’obiezione di coscienza è un principio riconosciuto. Ognuno prenderà le proprie decisioni, nel rispetto naturale dell’ordinamento”.

Il decreto è lesivo dei diritti umani? “Mi interessa che chi ha un bisogno vero possa trovare un aiuto”.

“Ci sono delle persone che, in modo onesto e serio, chiedono aiuto perché fuggono da situazioni disperate”, ha aggiunto il cardinale. Bagnasco ha ricordato l’esempio del Campus di Genova Coronata che “grazie a chi lo guida, don Giacomo Martino e i suoi collaboratori, ritengo che sia un buon esempio, un esempio virtuoso di integrazione, perché l’integrazione non è una parola generica, c’è un percorso preciso fatto di borse lavoro, di insegnamento di mestieri, di tirocini. È un esempio a cui ispirarci”.

Il sindaco di Genova, Marco Bucci, dovrebbe fare obiezione di coscienza?. “Essendo una cosa personale, bisogna che ognuno pensi a quello che ritiene, ripeto, all’interno dell’ordinamento generale”, ha risposto Bagnasco.