Decreto sicurezza, Bucci sottoscrive appello pro-governo. Anci si spacca, Anpi si schiera - Genova 24
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Decreto sicurezza, Bucci sottoscrive appello pro-governo. Anci si spacca, Anpi si schiera

I due schieramenti continuano a serrare le fila

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Genova. Non si placa la polemica sulle prese di posizione di diversi primi cittadini contro il decreto sicurezza del governo approvato dal parlamento nei giorni scorsi. Il sindaco Bucci si schiera sul fronte dei favorevoli, mentre dalla società civile arrivano ancora messaggi di supporto alla fronda dei “dissidenti”.

E l’Anci si spacca in due: all’interno dell’associazione nazionale comuni italiani, le due posizioni infatti si scontrano. All’appello dei 30 primi cittadini del centro destra, sottoscritto anche da Marco Bucci, che richiamano il presidente Antonio Decaro “a non far fare un uso strumentale dell’Anci” è lo stesso Decaro a rispondere indirettamente raffreddando i bollenti spiriti, rilanciando il confronto con il governo previsto per il 9 gennaio: “Positivo, anche se sarebbe stato meglio farlo prima”.

A favore della nuova legge si schiera compatto tutto il mondo leghista, compreso il governatore Giovanni Toti, che difende il merito del provvedimento nel “fare ordine sulla materia”, mentre dalla società civile continuano ad arrivare critiche e levate di scudi.

Tra i più altisonanti sicuramente la posizione dell’Anpi nazionale: “l’articolo 13 della legge nega al richiedente asilo in possesso del permesso di soggiorno la possibilità di iscriversi all’anagrafe e quindi di avere la residenza, impedendogli di conseguenza di usufruire di qualsiasi servizio, a cominciare dall’assistenza sanitaria – scrive Carla Nespolo, presidente nazionale – Migliaia e migliaia di persone, pur presenti legalmente nel nostro Paese, sono così giuridicamente cancellate. Ciò comporterà inevitabilmente il passaggio di gran parte di costoro all’illegalità, compromettendo ogni loro speranza e la sicurezza di tutti i cittadini”.

Anche l’Arci nazionale si schiera con i sindaci “dissidenti”, dicendosi disponibile ad iniziative comuni, mentre Don Giacomo Martino, a capo dell’Ufficio Pastorale Migrantes, in un’intervista, sottolinea come “chi non ha documenti non è un delinquente” promettendo “porte aperte delle chiese per i migranti”

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