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Ponte del Lagaccio, a gennaio il bando per i lavori. Sicurezza dei viadotti genovesi: censiti 6 municipi su 9

I cantieri per la risistemazione definitiva dovrebbero durare circa un anno

Genova. Avrebbero dovuto partire entro fine anno i lavori sul ponte Don Acciai, nel quartiere del Lagaccio, chiuso al traffico dall’inizio di settembre per problemi strutturali e per la necessità di verifiche tecniche propedeutiche alla messa in sicurezza. Sarà necessario un paio di mesi in più, perché il bando di gara, per chi eseguirà i lavori, sarà pubblicato pubblicato probabilmente nella prima settimana di gennaio. “Per forza entro quel periodo – spiega l’assessore comunale ai Lavori pubblici Paolo Fanghella – perché i fondi per i lavori sono legati al cosiddetto Patto per Genova e devono essere impiegati a breve”.

Il progetto esecutivo, che ha presentato delle varianti rispetto a quello elaborato dalla precedente amministrazione comunale (nel frattempo è cambiata la normativa regionale antisismica), è stato rivisto e migliorato. “Non è stato facile mantenersi dentro la cifra stabilita di 1 milione e 200 mila euro”, continua Fanghella. L’elaborazione del progetto è stata affidata allo studio Mascìa.

I lavori, si stima, potrebbero durare circa un anno. Nel frattempo attorno al ponte del Lagaccio è stata realizzata la viabilità alternativa grazie alla sistemazione della strada che passa attorno al campo di calcio e all’apertura di un breve bypass sul lato sul dello stesso campo.

Le preoccupazioni per la stabilità del ponte del Lagaccio sono nate nel 2011, quando l’amministrazione raccolse le prime segnalazioni dei cittadini, in merito alle profonde crepe che si erano aperte sull’asfalto. L’attenzione è salita, naturalmente, dopo il crollo del ponte Morandi del 14 agosto. Ma il Don Acciai non è l’unico ponte a destare preoccupazione, tant’è che il Comune di Genova ha fatto partire una ricognizione su tutte le strutture a rischio. Secondo quanto riportato dalla rivista on line Liguria Bj sinora sono stati censiti, a livello di necessità di manutenzione delle opere pubbliche, 6 municipi su 9 totali.