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Processo Rasero, difesa chiede assoluzione: “Il vero movente lo aveva la Mathas” foto

Genova. Un’arringa di oltre tre ore e mezza e poi la richiesta finale: assoluzione per Antonio Rasero, il broker di 29 anni accusato di aver ucciso il piccolo Alessandro di 8 mesi, figlio di Caterina Mathas, la notte tra il 15 e il 16 marzo scorso in un residence a Genova Nervi.

“In questo processo c’é stata una rinuncia strutturale alla prova – ha detto l’avvocato Romano Raimondo, uno dei due difensori di Rasero – in quanto il pm ha scelto di mandare a giudizio solo uno dei due protagonisti di quella sera”. Ma la difesa ha poi puntato l’attenzione sul movente: “Per il pm è stata una reazione di rabbia al pianto ossessivo del bimbo in quanto Rasero era in astinenza da cocaina, ma non è stato provato che il bimbo piangesse né che Rasero fosse in astinenza dallo stupefacente mentre – ha sottolineato il difensore – é stata la Mathas a uscire per andare in cerca di cocaina”. Quindi Raimondo si è rivolto alla ai giudici, terminando la sua arringa: “Chi tra i due è più probabile che sia stato colto da crisi di astinenza? chi tra i due ha avuto un raptus di rabbia lanciando il cellulare contro il muro? – ha concluso – Tra i due il vero movente l’aveva la donna che era rimasta senza uomo, senza soldi, senza casa perché aveva lo sfratto, senza droga e con un bimbo che era una palla al piede”.