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Accoglienza migranti, curia ‘sconfessa’ governo: “Nuove regole e meno soldi, ma andiamo avanti”

Dopo la visita al San Raffaele di Coronata di Bagnasco, la chiesa genovese tira dritto su supporto profughi

Genova. Le nuove normative e il taglio ai finanziamenti destinati all’accoglienza dei migranti non fermano l’arcidiocesi di Genova, che tira dritto su quanto fatto in questi anni: “Un impegno che vuole essere un segno di incoraggiamento alle persone ospitate in vista di un futuro migliore”.

A comunicarlo l’ufficio delle comunicazioni sociali dell’Arcidiocesi genovese attraverso una nota stampa che segue la recente visita del Cardinale Arcivescovo al Campus di Coronata, che ha “preso atto della bontà e delle finalità dell’impegno a loro favore”.

Il riferimento è ai due enti che in questi mesi hanno contribuito all’accoglienza dei profughi, Migrantes e Caritas-Auxilium, in collaborazione con alcune cooperative, due realtà che hanno permesso alla chiesa genovese di manifestare attenzione “per sostenere
le persone in difficoltà e per venire incontro alle loro necessità”.

“Nonostante siano cambiate le regole circa l’affidamento dei migranti per la
valutazione dei loro diritti e per la loro integrazione – scrivono – e nonostante siano mutate anche le possibilità economiche, insufficienti per affrontare il compito richiesto, l’Arcidiocesi ha ugualmente deciso di continuare l’opera di accoglienza”.

Ma non è una vera e propria porta in faccia, quanto piuttosto una “sconfessione” degli intenti di un governo che del contrasto al fenomeno ha fatto priorità assoluta, attraverso anche il de-finanziamento del comparto economico in prima fila in questo fenomeni, quello delle migrazioni di massa, sempre meno ‘emergenza’ e sempre più normalità strutturale della contingenza economica e umana degli ultimi anni.

“Nella consapevolezza che la questione economica rimane determinante per una
buona accoglienza dei migranti – conclude il comunicato – si auspica la possibilità di una interlocuzione con le istituzioni competenti per una loro efficace integrazione sul nostro territorio”. Insomma, si porge l’altra guancia sì, ma non si fanno passi indietro. Costi quel che costi.