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Aggressione Cinzia Ronzitti, Pcl: “Oggi in piazza, serve antifascismo militante”

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Genova. “Ciò che avevamo dedotto tramite indagini autonome, ora viene comprovato dalla Digos, ossia l’appartenenza a CasaPound dei due militanti che hanno aggredito la nostra compagna Cinzia Ronzitti l’1 Ottobre scorso nel contesto di “Allerta Rossa”, la festa rivoluzionaria del Partito Comunista dei Lavoratori”. E’ il commento della sezione genovese del Pcl dopo la notizia della denuncia dei due militanti per l’aggressione a Cinzia Ronzitti.

“Non fa che confermarne il ruolo di braccio armato e violento, a difesa degli interessi degli sfruttatori – si legge nella nota – indirizzato direttamente contro i e le militanti rivoluzionarie, comuniste, anticapitaliste e, in generale, contro tutto il movimento dei lavoratori e delle lavoratrici, come dimostrano i fatti dell’aggressione dei lavoratori del Si.Cobas in sciopero a Carpiano e le aggressioni contro gli stranieri assegnatari di alloggi popolari o nelle lotte nel settore agroalimentare.

Ma la compagna Cinzia, come tutti e tutte noi, non si è fatta intimorire da questa violenza sessista e fascista, ma anzi è divenuta ragione per rafforzare il nostro intervento sul terreno dell’antifascismo e dell’antirazzismo, a sostengo del percorso dell’Assemblea Antifascista Genovese e del Coordinamento Antirazzista, in risposta alle mobilitazioni contro i migranti a Multedo come nella giornata del 28 Ottobre.

“Oggi – spiega la sezione genovese – saremo presenti con un chiaro posizionamento di demarcazione da chi considera la lotta al fascismo, alla reazione ed allo sfruttamento, compatibile con l’alleanza con il Partito Democratico e con le su costole (MDP-Articolo1 ed i soggetti riformisti organici al centro sinistra).
Rilanciamo come partito, oggi come ieri, la necessità della costruzione di un antifascismo che sappia contrapporsi in termini militanti alla rinascita delle organizzazioni neofasciste, ma che sia anche concretizzato nella costruzione di un fronte unico di massa e di classe per rivendicare le ragioni dei lavoratori, degli studenti, dei precari, dei disoccupati, senza distinzione di nazionalità, etnia, religione, genere e orientamento sessuale, contro governi, borghesie e fascisti.
Per questo scenderemo in piazza con lo slogan “Chi ci ruba casa, lavoro e diritti / sono padroni e banchieri per i loro profitti”.