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Coopsette verso il fallimento, addio a un pezzo della storia urbanistica di Genova

Dalla Fiumara all'Acquario, da San Biagio a Sestri ponente, la coop emiliana ha riconvertito le principali aree ex industriali della città

Genova rischia di perdere una parte importante della sua storia urbanistica degli ultimi decenni. La protesta del soci lavoratori di Coopsette, infatti, mette in luce le forti preoccupazioni per il futuro di un’azienda che ha costruito alcune delle pietre miliari della Genova moderna, dall’Acquario a Fiumara, fino alla riconversione delle aree industriali di Bolzaneto. La cooperativa emiliana impiega oggi circa 500 lavoratori soci, 55 sono genovesi.

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“Oltre alla grande crisi immobiliare – spiega Alessandro Fiocco, delegato sindacale Coopsette – noi abbiamo pagato scelte strategiche di mercato che non sono andate a buon fine, non tanto in Liguria ma , ad esempio in Piemonte dove non siamo riusciti a vedere un hotel e un centro wellness ad Alessandria o un grande centro commerciale a Trieste”. Adesso, quindi, i lavoratori liguri, quasi tutti impegnati nella sede genovese, attendono di sapere il loro futuro. “Purtroppo le strade per uscire dalla crisi non si vedono – spiega Fiocco – attendiamo di sapere, entro venerdì, se si arriverà alla liquidazione coatta amministrativa o al fallimento secco”.

La liquidazione coatta permetterebbe la possibilità di portare a termine i lavori già in essere, rallentando così i processi di ricollocazione e fornirebbe qualche garanzia in più per i crediti dei lavoratori, ogni socio ha infatti versato una cifra variabile tra i 40 e i 60mila euro. “La nostra forza lavoro, a Genova, e’ di 55 unità, di cui 45 sono soci lavoratori – sottolinea Fiocco – che hanno investito 20 mila euro per entrare nella società ma molti avevano anche il libretto di prestito alla cooperativa, con circa 20mila euro a testa, sia per i dipendenti che per i soci pensionati”.

I lavoratori hanno tenuto un presidio sotto la sede della Legacoop Liguria per chiedere un intervento nei confronti dei lavoratori. ” A Legacoop chiediamo un aiuto per il reinserimento – conclude Fiocco – attraverso formazione e ricollocazione e altri interventi possibili”.