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Via Cairoli, dalle ragazze Down del Cepim il sogno degli abiti di bambola

"Dress Up Dolls e Quadri in viaggio", fino alle 18 di giovedì

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Genova. Artistici abiti di carta da ammirare e indossare e speciali shopper-quadro esposte lungo la via, a disposizione di chi vorrà portarle via con sé: sono i piccoli capolavori realizzati dai partecipanti ai laboratori creativi ed espressivi del centro diurno della fondazione Cepim, che segue soprattutto le persone affette da sindrome di Down.

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Dress Up Dolls e Quadri in viaggio“, così si chiama l’evento oggi e domani in via Cairoli, nel cuore di Genova, dalle 10 alle 18. Cinquanta coloratissimi abiti di carta, a grandezza naturale, tutti da ammirare e da indossare, esposti nell’atrio del palazzo che ospita la fondazione. Lungo la storica via cittadina saranno invece collocate circa 200 shopper-quadro e cartelline, decorate con immagini e pensieri, a disposizione dei passanti, che potranno portarle via con sé.

Un’evento che per la fondazione costituisce un’importante occasione per mostrare al pubblico il frutto di due anni di lavoro fatto da 30 giovani con disabilità intellettiva, ognuno secondo le proprie capacità e risorse, nell’ambito di diversi laboratori del centro diurno: laboratorio espressivo per la narrazione del sé, scenografia, narrazione e scrittura creativa.

“Da tempo ci siamo accorti dell’interesse e dell’attrazione che l’arte esercita sulle persone che seguiamo: un colore, un segno, un’immagine, accostati spontaneamente e apparentemente in modo casuale, trasformano un semplice foglio bianco in un’opera che racconta qualcosa anche di chi l’ha creata e diventa mezzo di comunicazione con l’altro – spiegano Clelia Cervetto e Tiziana Lampis, educatrici del Centro Diurno – Per trasformare un’esperienza interna al Centro Diurno in una nuova formula inclusiva, abbiamo quindi pensato di valorizzare queste tensioni artistiche, dando loro importanza e forme comprensibili e condivisibili. Sono nati così i quadri in viaggio (shopper) e gli abiti di carta che si potranno ammirare e provare in questi giorni”.

In particolare, gli abiti di carta sono il frutto dell’esperienza di cinque donne con disabilità intellettiva, che, attraverso il laboratorio artistico, hanno potuto recuperare, esprimere e realizzare la propria femminilità e la propria bellezza. L’arte in tutte le sue forme si conferma così fondamentale strumento di riabilitazione e inclusione. Anche attraverso l’arte, infatti, Fondazione Cepim accompagna le persone con disabilità intellettiva di origine genetica in un “progetto vita”, che va oltre i livelli essenziali degli interventi riabilitativi e punta all’acquisizione di autonomie personali e sociali, fino alla piena espressione e realizzazione di sé.