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Voleva immolarsi per l’Isis, confermata a Genova la condanna per Benamir Nabil

Diceva di aver ricevuto la "chiamata del chiamante". Era stato fermato perché picchiava la moglie incinta

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Genova. La corte di assise d’appello di Genova ha confermato la condanna in abbreviato a 5 anni e 10 mesi per Nabil Benamir, arrestato a Genova nel dicembre 2017 con l’accusa di terrorismo in seguito alla scoperta che era pronto ad immolarsi. Il pm Federico Manotti in primo grado aveva chiesto la condanna a 8 anni e otto mesi.

Il suo nome era inserito nella black list dei foreign fighters, ed era segnalato come importante esponente dell’Isis. La Digos di Genova aveva trovato nelle memorie del telefono le istruzioni per costruire ordigni con vecchi cellulari e per fare stragi con tir e auto rubate. In alcune conversazioni aveva detto di avere ricevuto la ‘chiamata del Chiamante’, elemento che aveva fatto ritenere agli investigatori che stesse aspettando istruzioni per colpire in Italia.

E durante un’intercettazione in cella, nel marzo del 2018, aveva detto “Quando esco di qui, appena vedo un italiano in qualsiasi Paese, gli faccio indossare l’arancione. Gli italiani sono come cani, li prendi e li sgozzi”.

Il marocchino, che viveva a Genova in una casa popolare occupata abusivamente, era stato fermato ad agosto per maltrattamenti nei confronti della compagna.