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Ricettazione, droga o l’organizzazione di una rapina? C’è anche un fuggitivo tra i misteri del triplice arresto a Forte Begato

Un uomo è fuggito dall'auto parcheggiata nella zona dei ripetitori. Il terzo arresto a Castelletto

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Genova. Che cosa ci facevano Sebastiano Colosimo, pregiudicato di origine calabrese e residente a Torino, e Maurizio Lombardi, originario di Salerno ma uscito dal carcere di Marassi solo un anno fa in un’auto con una terza persona appartati ma non troppo nella zona dei ripetitori vicino a forte Begato? E’ la domanda a cui cercano di rispondere i carabinieri della compagnia centro, coordinati dal capitano Marco Comparato che su indicazione della Procura hanno arrestato ieri tre pregiudicati tutti di età compresa tra i 55 e i 63 anni per porto abusivo di armi.

Sì perché nel portabagagli dell’auto su cui viaggiavano, che era stata presa a noleggio un paio di giorni prima a Torino, i militari hanno trovato in una borsa due armi. Una smith& Wesson carica, e una Beretta smontata ma con i proiettili nel caricatore. Perfettamente oliate e funzionanti. La seconda con matricola abrasa.

Non solo. Se il terzo uomo in macchina con loro è riuscito a fuggire, analizzando il telefono del calabrese i carabinieri hanno trovato il contatto con un sospettato, un uomo originario di Salerno ma residente a Genova da parecchi anni: a casa dell’uomo, nel quartiere di Castelletto, i militari trovano una terza pistola sempre con matricola abrasa.

Quel che è certo è che i tre si conoscono. Il calabrese, formalmente residente nell’hinterland di Torino, conosce bene Genova e la Liguria. Ha precedenti per droga e per altri reati soprattutto contro il patrimonio. Stessa cosa per il salernitano che è ufficialmente “senza fissa dimora”. I due hanno ammesso di conoscersi ma hanno raccontato l’inverosimile versione di trovarsi sotto Forte Begato “perché volevano riposarsi”. Sulle armi non hanno detto nulla.

Se è probabile che l’indagine sia partita da una soffiata, resta al momento il mistero su cosa volessero fare i tre con le armi. Erano le pistole l’oggetto di scambio? Erano in attesa del compratore? Forse la terza persona che è fuggita? O sono loro che hanno comprato le armi? Ancora, aspettavano un carico di droga? Ma i militari non hanno trovato traccia di stupefacente né nell’auto né a casa del terzo arrestato. Oppure le armi servivano per una rapina o peggio? E’ presto per dire se i carabinieri hanno sgominato una nuova gang simile a quella di Marietto Rossi, tanto per citare il caso recente di ‘banditi’ piuttosto attempati, oppure si tratti di un semplice caso di ricettazione, ma l’attenzione in Procura è molto alta così come il riserbo degli investigatori.

Per cercare di far luce su questa misteriosa vicenda le armi sequestrate insieme ai telefoni sono state inviate al Ris di Parma: l’obiettivo è trovare eventuali tracce e sapere se sono state già utilizzate e per che cosa. Parallelamente prosegue la caccia al fuggitivo: si tratterebbe, anche in questo caso, di un uomo originario della Calabria.