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Escort per appalti Amiu, tutti gli imputati rinviati a giudizio. Eco.ge patteggia 56 mila euro

Amiu, che si è costituita parte civile, chiede il sequestro preventivo di beni per 270 mila euro, il Gup ne sequestra la metà Processo al via il 15 marzo

Genova. Il gup Nicoletta Bolelli ha rinviato a giudizio tutti e dieci gli imputati dell’inchiesta sugli appalti per la gestione dei rifiuti a Genova dove era emerso fra l’altro l’utilizzo da parte di alcuni imprenditori di escort e mazzette per ottenere favori dai funzionari di Amiu. Le indagini avevano portato, nel novembre del 2014, a diversi arresti.

A processo andranno Corrado Grondona, ex responsabile Affari generali di Amiu, Gino, Vincenzo e Luigi Mamone, imprenditori titolari della Eco.ge, Stefano e Daniele Raschellà, imprenditori, Claudio Deiana, anche lui imprenditore. A loro è contestata l’associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e la turbativa d’asta. Rinviati a giudizio anche Carlo Sacco (direttore della discarica di Scarpino) e i funzionari di Amiu Massimo Bizzi e Roberto Ademio. Secondo l’accusa, gli imprenditori avevano ottenuto quattro milioni di appalti, senza alcuna gara, dopo aver offerto a Grondona serate con escort.

Il processo comincerà il prossimo 15 marzo. Nell’udienza preliminare la Ecoge ha patteggiato la responsabilità civile con 220 quote, che corrispondono a 56 mila euro. Amiu, che si è costituita parte civile nel processo, ha chiesto nei confronti della stessa azienda il sequestro cautelativo di beni per circa 270 mila euro, come era stato stabilito in via preliminare dal giudice civile. Il gup ha riconosciuto in via preventiva il sequestro cautelativo per 147 mila euro