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Alta valbisagno

Rio Torbido, il ponte scomparso e altri disagi fotogallery

Genova. A vedere così il prima e il dopo del torrente Rio Torbido, in alta Val Bisagno, sembra che qualcuno abbia usato Photoshop. E invece non è così e, dopo oltre 600 anni, il ponte medievale che portava a un insediamento che comprendeva anche alcuni mulini, sotto la strada che porta a Creto, non ha resistito all’ultima piena, quella dello scorso anno. Il rammarico degli abitanti, per i quali il ponticello era una sorta di simbolo è forte anche perché la situazione, però, era conosciuta da tempo. Nonostante le numerose segnalazioni, molte anche su Facebook da parte del “corriere di Struppa”, utente molto attivo nella difesa del territorio, nessuno ha fatto nulla per metterlo in sicurezza.

Adesso, che è passato quasi un anno dall’ultima piena, alla vigilia delle piogge autunnali, per chi abita in zona, torna un po’ di paura. E a percorre questa antica strada nei boschi che porta alla “presa” che alimenta tuttora l’acquedotto storico, si capiscono perfettamente le preoccupazioni. La vegetazione che circonda questo passaggio sembra una vera e propria giungla e a parte il sentiero, pulito forse dai cacciatori, la situazione sembra quella di un totale abbandono.

Piccole frane, spazzatura nel corso dei torrentelli che oggi sono in secca, ma che dovrebbero alimentare il rio, insomma tutti ingredienti particolarmente pericolosi. E poi si arriva nel letto del fiume. Nonostante l’oretta buona di strada si vede che qualcuno qui è passato da poco lasciando le tracce di un barbecue improvvisato. Ma questo è nulla. Nell’alveo del torrente, infatti, crescono alberi che, in caso di pioggia, possono provocare problemi, a monte si notano frane ancora attive e, sopratutto, la vegetazione ha creato vere e proprie dighe che, in caso di forti piogge, possono scendere a valle provocando danni molto seri.

Un peccato perché questa zona, se valorizzata come merita potrebbe diventare un bellissimo itinerario turistico. Le vestigia medievali sono, purtroppo, sparite ma resta il grande ponte, alto 35 metri e lungo 100 che domina tutta la valle, rimane la massicciata che percorre tutto il bosco anche se molte delle pietre sono state rimosse rendendo la strada piena di buchi e particolarmente pericolosa, restano i tunnel del bypass del settecento, ma anche alcuni manufatti che ci ricordano come in quest’area oggi abbandonata c’erano abitazioni o mulini e, sopratutto, resiste la presa, con le grate e i lucchetti dell’Ottocento, a ricordare quando questo acquedotto forniva l’acqua a tutta la vallata.

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