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Nomi d’arte e “detti” anti-svista: i trucchi in scheda elettorale per non perdere neanche un voto

La legge consente di accettare valide le preferenze indicate con soprannomi & Co. solo se dichiarati. Tutte le curiosità lista per lista (compresi candidati teenager e decani della politica)

Genova. Da amministratore pubblico navigato quale è, Giorgio Guerello – classe 1955, consigliere comunale senza soluzione di continuità dal 1993 – sa che è meglio non confidare troppo nella precisione degli elettori. Ecco perché sulla scheda elettorale, accanto al suo nome vero, quello della carta d’identità, si troverà la dicitura “Detto Guarello”. L’esponente Pd non è l’unico ad aver adottato questa tecnica a prova di svista. Anzi.

Oltre a nomi, cognomi, luoghi e date di nascita come prescritto dalla legge, mettere sulle liste anche i soprannomi dei candidati non è indice di pignoleria. La legge, appunto, consente di accettare come valide anche le preferenze scritte dagli elettori che indicano i candidati con il loro soprannome più comune. A patto che questo sia dichiarato prima. Se un elettore indica il solo soprannome, questo è da considerarsi valido al pari del vero cognome.

Nell’elenco dei candidati consiglieri comunali e municipali si trovano parecchie curiosità. Per esempio ben due ex presidenti di Municipio – Simone Leoncini (Centro Est) e Agostino Gianelli (Media Val Bisagno) – candidati consiglieri rispettivamente con Genova Cambia e Lista Crivello, hanno specificato di essere chiamati anche “Leo” e “Ciccio”. In entrambi i casi non è difficile capire perché.

Più criptici altri soprannomi così collaudati nel tempo da essere indicati dai candidati nella scheda. Come Giulia Celano (Pd), detta Zoe, studentessa di Medicina e segretaria dei Giovani democratici genovesi, oppure Lorenzo Passadore, detto Gile, anche lui giovane esponente del Pd, candidato al Municipio IV. Ci sono poi Lilly Lauro (Forza Italia) che quasi nessuno chiama con il suo vero nome “Laura”, o Gianpaolo Malatesta (Chiamami Genova) ormai assodato come Gianpy.

Sulla stessa linea Giuseppe Criaco (Pd), detto Pepy, oppure Dario Pedemonte (M5S), commerciante ed esponente dei comitati conosciuto in Val Bisagno – dove si candida consigliere municipale – come Jerry. Soprannome che appare, naturalmente, sulla scheda elettorale.

Ci sono poi “i ridondanti”. Come “Rocco Di Cosmo, detto Rocco” (Lista Bucci) che forse teme che i suoi sostenitori non ne ricordino il cognome o che facciano confusione tra nome e cognome, e Margherita Mereto detta Mereto Bosso (Pd), non nuova all’esperienza elettorale, e a cui il doppio cognome aveva provocato qualche problema.

Nella lista Genova Cambia si trova Emilio Trombetti, detto Sarah Hermanns, nato a Berna. Nessuno conosce Sarah come Emilio da molto tempo visto che la candidata consigliera comunale, transgender, è una delle esponenti locali più note nell’ambito delle battaglie dei diritti Lgbt.

Cambio notevole anche per “Michela Raciti detta Saba Wesser” (Lista Musso), conosciuta appunto con il suo nome d’arte. La candidata era una fotomodella e oggi è una delle più accese attiviste a favore dei diritti degli animali.

Balza agli occhi, anche se si tratta semplicemente di un nome, anche André Simon Piere Clavière-Schiele (Chiamami Genova): praticamente una lezione di francese, se si tiene conto anche del luogo di nascita: Boulogne-Billancourt.

L’excursus della scheda elettorale consente anche di scoprire chi siano il candidato più giovane e quello più anziano: Filippo Merello, studente al Liceo Classico Colombo, nato il 18 dicembre 1998, è il baby-candidato, con la lista Ge9Si. Il suo contraltare? Baldo Vittorio Biondi (Lista Popolo Famiglia) che il 27 maggio compirà la bellezza di 88 anni.